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L’Italia si libera di Prodi e comunisti. Un Tricolore su ogni balcone per festeggiare!
Pubblicato Gennaio 24, 2008 Italia 7 CommentiTags: balconi, caduto, prodi, senato, tricolore
Mai come oggi è il caso di festeggiare. Infatti, dopo venti interminabili mesi, alle 20.35 di oggi la pericolante compagine di Prodi è compagni è finalmente capitolata. Eravamo tutti incollati al televisore in attesa che Marini pronunciasse l’esito della votazione in Senato, attenti e coinvolti come davanti all’ultimo rigore calciato da Grosso nella finale contro la Francia. L’annuncio del Presidente del Senato è risuonato nelle nostre case come l’apoteosi di una giornata in cui l’Italia intera (o quasi) ha trepidato nell’attesa di essere liberata dal governo più dannoso e sconquassato della storia repubblicana con alla testa un Prodi che, fino all’ultimo istante, ha tentato di risollevare le sorti in suo favore attaccandosi alla voracità di personaggi come Cosumano ed alla proverbiale mistificazione della realtà della sinistra. Ma stavolta, vivaddio, gli è andata male e noi possiamo finalmente gioire del fatto di esserci liberati da questo branco di arraffoni che, in nemmeno due anni, ha fatto più danni di uno tsunami. Non è mia intenzione fare per l’ennesima volta l’elenco delle porcherie messe in atto da Mortadella e soci, questa sera voglio invece lanciare un’iniziativa per dimostrare all’opinione pubblica che la stragrande maggioranza degl’italiani sta vivendo la caduta del prode Romano come una vera e propria liberazione, per il Paese intero. Cogliamo quest’occasione per esporre, con grande orgoglio, il Tricolore ai nostri balconi, dimostrando che il nostro è un Popolo che crede profondamente nella propria Patria, un Popolo dinnanzi al quale, da stasera, si apre un futuro di speranza e di libertà.
Quelli che si auguravano un fine anno Speciale
Pubblicato Dicembre 25, 2007 Italia Lascia un commentoTags: gerontocrazia, meritocrazia, mortadella, prodi, roberto speciale, time
Siamo in pieno declino, oramai é un dato di fatto inoppugnabile. L’unico a non essersene accorto è Prodi che, facendo sfoggio del suo sorriso da ebete ha farfugliato incomprensibilmente, alla sua maniera, che “va tutto bene”. Ancora non mi spiego come milioni d’italiani abbiano potuto dargli il voto tagliandosi, di fatto, le palle da soli. Metafora tanto rozza quanto esplicativa. La scorsa settimana il Times ha fatto un ritratto impietoso della nostra Nazione, centrando in pieno il problema principale che, da noi, molti fingono di non vedere: viviamo sotto un regime gerontocratico. Una verità sacrosanta, le vecchie cariatidi se la cantano e se la suonano come gli pare e piace, completamente indisturbate, non ci sono Santi che tengano. La verità è che viviamo in un Paese letteralmente strangolato dall’insulso sistema che lo dirige, un sistema in cui la gerontocrazia fa il paio con la completa assenza del principio di meritocrazia, con l’aggiunta, va detto, di un Popolo che molte volte sembra cercarsela… ma come diavolo si fa a votare Prodi ben sapendo che ci avrebbe tartassati? Oppure, come diavolo fanno i campani a votare da vent’anni gente come Bassolino, che li fa vivere sommersi dalla monnezza? Certo, il “tafazzismo” è un male, ma la mancanza di responsabilità da parte di chi ha in pugno le sorti del Paese è cosa ben piu’ grave, basti pensare che nella situazione attuale, in cui milioni d’italiani fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, i nostri politici non facciano altro che parlare di legge elettorale… una vera vergogna! Come è vergognoso il fatto che continui a rimanere in carica un governo senza numeri, che non è neppure in grado di approvare un decreto in materia di sicurezza, un governo sostenuto da squallidi personaggi che tentano di fare accattonaggio di voti recitando la parte dei contestatori interni che, però, quando si tratta di votare sono lesti a smettere i panni dei leoni per tornare a fare le brave pecorelle. In questo quadro che sembra raffigurare un tunnel senza uscita, in molti devono aver sperato in un cambiamento radicale, quando il Generale Speciale, incassata la vittoria al Tar, aveva dichiarato che il giorno successivo avrebbe ripreso il suo posto. Qualcuno si starà sicuramente domandando quale sia il nesso… beh, provate a lasciare spazio alla vostra immaginazione, a fantasticare su un Generale della Finanza che, vinta la sua battaglia contro un governo che non ha mai ritenuto degno di rappresentare il Paese, assume il comando delle Forze Armate e istituisce un governo militare… Sì, lo so, è solo fantasia, ma in quanti leggendo ciò che stava accadendo, per un solo istante hanno pensato a quest’eventualità? Ma Speciale non è certo Borghese e, nostro malgrado, anche quest’anno Mortadella stapperà lo spumante da Presidente del Consiglio.
Gianfranco e Silvio tornano a parlarsi. Forza!
Pubblicato Dicembre 5, 2007 Italia 7 CommentiTags: berlusconi, bertinotti, fini, popolo della libertà, prodi
Finalmente Silvio ha rotto il ghiaccio, avviando il disgelo. Un gioco di parole che rende l’idea di quanto si fossero cristallizzate, nelle settimane scorse, le posizioni di Fini e Berlusconi, mai così distanti tra loro. Ma, sollecitato dal suo entourage, Silvio l’altro giorno ha trovato il coraggio di chiamare Gianfranco per felicitarsi con lui della nascita della sua ultimo genita, un gesto affettuoso, che il Presidente di Alleanza Nazionale ha molto apprezzato. A questo episodio sono seguite le dichiarazioni concilianti dei diretti interessati che, angolo dopo angolo, giorno dopo giorno, pare siano relmente impegnati a smussare le differenze che, dopo la “rivoluzione del predellino”, entrambi avevano rimarcato con forza. Ora, a Silvio e Gianfranco, non rimane che trovarsi e discutere a quattr’occhi del futuro del centrodestra, innanzitutto chiarendosi tra loro e, immediatamente dopo, ragionando sui contenuti e sui valori che dovranno caratterizzare la loro ritrovata unità, dopo di che Fini potrebbe anche decidere di aderire al progetto del partito unico. D’altronde, un sondaggio ISPO commissionato proprio da Alleanza Nazionale, dice chiaramente che la gente vuole un centrodestra unito e, in fondo, questo era il principale obbiettivo del Capo di via della Scrofa. Adesso starà a Berlusconi giocarsi al meglio le sue carte, magari rivedendo la sua posizione sulla legge elettorale e dando precise garanzie a Fini sulla forma e sui contenuti del nuovo partito. In questo contesto, arrivano come la manna dal cielo le dichiarazioni di Bertinotti che, di fatto, hanno decretato l’uscita del suo partito dalla maggioranza e dal governo che, proprio oggi, è stato battuto per ben due volte al Senato sul Decreto Sicurezza. Insomma, mentre il governo si sta sgretolando, pare che stiano prendendo corpo tutte le condizioni per ricompattare il fronte e per ridare la Popolo del centrodestra quella rappresentanza unitaria che, solo qualche giorno fa, pareva un miraggio.
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