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IN 60.000 PER CHIEDERE GIUSTIZIA – Ecco le proposte al Governo

CHIEDIAMO IL MASSIMO DELLA PENA PER I 5 STUPRATORI INFAMI

12 anni: CHIEDIAMO IL MASSIMO DELLA PENA PER I 5 STUPRATORI INFAMI

C’era da immaginarselo, dopo appena tre giorni il gip Cecilia Angrisani ha concesso gli arresti domiciliari a Mugurel Goia e Ionut Barbu, i due romeni accusati di favoreggiamento dei loro quattro connazionali. A quanto pare, la dottoressa Angrisani, motiverà la sua decisione affermando che i due criminali in questione risultano ancora incensurati e che, quindi, sempre stando alla sua teoria, otterranno la sospensione condizionale della pena. Dire che avevamo ragione sarebbe troppo facile di fronte ad una decisione del genere e, per quanto mi riguarda, è l’ultimo dei nostri interessi e poi, diciamocelo francamente, visti gl’innumerevoli precedenti non era certo necessario essere Nostradamus per prevedere una decisione tanto aberrante. Purtroppo. Decisione che, guarda caso, è arrivata dopo la denuncia dei radicali Rita Bernardini e Marco D’Elia sulle presunte percosse che, i criminali in questione, avrebbero subito in carcere, e contestualmente all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Certo, saranno delle casualità ma, in quanto tali, ci sarà quantomeno concesso di prendere atto di quanto beffardo sia stato il destino.

Nel giro di quattro giorni siamo diventati 60.000, un numero che fa impressione per quanto è grande. Sì, perché 60.000 persone riempiono una piazza od uno stadio, sono gli abitanti di una città medio-grande, insomma, è un numero che non passa inosservato, che non si può ignorare. Proprio come non si può ignorare ciò che, ahinoi, ci ha uniti, in questo gruppo: la percezione che, nel nostro Paese, la giustizia non funzioni come dovrebbe, e la scarcerazione di quei due criminali infami ne è la triste dimostrazione.

Per questo continueremo, per quanto a noi possibile, a far sentire la nostra voce per chiedere:

- al Governo ed al Presidente Berlusconi d’impegnarsi ad inasprire, nel quadro della riforma della giustizia, le pene previste per il reato di violenza sessuale dall’art. 609 bis del codice penale

- al Ministro Alfano di valutare seriamente l’ipotesi d’inviare degli ispettori per verificare l’effettiva legittimità della decisione assunta dal gip Angrisani e per garantire che il processo si possa svolgere in piena serenità di giudizio

- al Ministro Maroni, affinchè valuti tutte le misure per arginare un fenomeno, quello dello stupro, che ha oggettivamente superato ogni livello di guardia

- al Ministro Carfagna, perché valuti tutte le misure per garantire la necessaria assistenza, da parte dello Stato, alle vittime di questo infame reato

- ai Ministri Frattini e La Russa, perché possano prendere precisi accordi con i paesi d’origine di questi criminali – in molti casi la Romania – affinchè scontino la pena non in Italia, ma nelle patrie galere

- ai Presidenti delle Camere, Fini e Schifani, ed a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, di maggioranza ed opposizione, affinchè lavorino in un clima di massima e reciproca collaborazione al fine di ottenere, nei tempi più brevi possibili, tutte le misure necessarie ad affrontare e sconfiggere questa terribile piaga

Noi, anche a seguito dello stupro di gruppo avvenuto ieri in provincia di Cosenza, continueremo a mantenere alta l’attenzione nei confronti di un crimine, quello dello stupro, sul quale non si dovranno spegnere i riflettori. Almeno finchè non saranno adottate le misure necessarie per combatterlo, almeno finchè alle vittime non sarà garantita la massima assistenza, almeno finchè non sarà fatta giustizia.

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L’alba del Popolo della Libertà

Rialzati, ItaliaIl dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata se due grandi persone come Berlusconi e Fini non avessero avuto il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo realizzando un sogno che sembrava, nostro malgrado, destinato a rimanere tale: la casa comune del Popolo della Libertà. Un passo di portata storica, capace di scaldare il cuore di ognuno di noi, perchè ci restituisce una prospettiva di ampio respiro nel nome di valori e principi comuni cementati da anni di militanza e partecipazione fianco a fianco, gomito a gomito. Storie diverse che si sono unite quattordici anni fa in un orizzonte comune, che si è fatto via via sempre più nitido, fino ad oggi, all’alba in cui sta sorgendo il Popolo della Libertà. Sono il primo a comprendere l’emozione di qualcuno perchè, vivaddio, siamo persone che hanno sempre vissuto la politica con il cuore, orgogliosi della propria identità, della propria storia. Una storia fatta di militanza, di coerenza e di coraggio, perchè questo è il momento di ricordare che se oggi possiamo celebrare la nascita di una grande forza di centrodestra è anche e soprattutto grazie a tutte quelle ragazze e quei ragazzi che difendevano le proprie idee nelle fila del Movimento Sociale, quando combattere il comunismo e sventolare il Tricolore, nella nostra amata Italia, voleva dire rischiare la vita. Rischiare la vita a vent’anni, per un ideale, in difesa di valori per noi tutt’oggi inestimabili… beh, c’è chi la vita l’ha persa per davvero, ragazzi che hanno pagato il prezzo più alto in nome delle idee e dei valori che oggi, grazie al loro sacrificio, sono condivisi dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano. Adesso dovremo essere capaci anche noi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, condividendo questa scelta coraggiosa, e supportandola con tutti noi stessi affinchè quest’occasione non vada persa. Per quanto riguarda i vertici, beh, da loro mi aspetto che questa sia solo la prima di tante altre scelte coraggiose, a cominciare da quel ricambio generazionale che aspettiamo da ormai troppo tempo, largo ai giovani, quindi, magari adottando il criterio delle Quote Giovani, garantendo agli “over trentacinque” il 30% dei posti utili in lista.

Il piano segreto: Berlusconi punta al Quirinale

Berlusconi punta al QuirinaleNe sa una più del diavolo, Berlusconi. Sarà una banalità ma è così, non si discute. Una delle sue maggiori qualità è quella di saper fotografare alla perfezione le situazioni che affronta, di saperle analizzare in maniera scientifica e, il più delle volte, di risolverle con dei veri e propri colpi di genio, come ha fatto con l’ormai celebre “rivoluzione del predellino”, uscendo dall’angolo in cui si era andato a cacciare annunciando la sicura caduta del governo sulla finanziaria. Silvio, però, non aveva messo in preventivo di scatenare una tale reazione dei suoi alleati, che non hanno proprio digerito il coupe de theatre. Ora, il Cavaliere, ha la necessità di uscire dall’angolo in cui l’hanno spinto i suoi alleati, Fini in primis, perchè è perfettamente consapevole che, per tornare al governo, da loro non può permettersi di prescindere. Da qui la decisione di aprire al dialogo con Veltroni ed il Partito Democratico, dando l’impressione di voler flirtare su una legge elettorale che favorisca i due maggiori partiti. Disponibilità che ha spiazzato nuovamente tutti, perchè si da il fatto che Silvio sia sempre stato uno dei più accaniti sostenitori del bipolarismo e, fino a qualche giorno prima, solo l’idea di sedersi allo stesso tavolo con un rappresentante del centro-sinistra gli faceva venire l’orticaria. Allora cosa è cambiato? Beh, quel geniaccio di Berlusconi l’ha pensata proprio bene, perchè se il suo piano andasse in porto riuscirebbe, in un sol colpo, a sistemare tutte le tessere del suo mosaico, ma andiamo con ordine. Il primo elemento dal quale dobbiamo partire è che, salvo imprevisti, il prossimo Capo dello Stato verrà eletto dal Parlamento nel 2013. Potrebbe sembrare un dato ininfluente ma, se considerate che aspettando ancora qualche mese a far cadere il governo ad eleggerlo sarà la prossima legislatura, vi sarà chiaro che si tratta di un particolare non trascurabile. Il secondo elemento è che Berlusconi si è devvero rotto le scatole di tenere insieme la colalizione, vorrebbe poter operare libero dagli assilli degli alleati che, ovviamente, scalpitano per succedergli alla guida del centrodestra. Se mettiamo insieme le due cose il quadro comincia ad essere chiaro: la trattativa di Silvio con Walter, altro non è che un modo per prendere tempo. Infatti, una volta acquisita la certezza che sarà (presumibilmente) la sua futura maggioranza ad eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, potrà puntare dritto alle elezioni serrando le fila del centrodestra. Come? Dando a Fini la garanzia che sarà proprio lui a succedergli, a legislatura in corso, dopo l’approdo di Berlusconi al Quirinale. Ha calcolato proprio tutto, il buon Silvio, escogitando un piano che gli permetterebbe, in un sol colpo, di rinsaldare la coalizione, di vincere le elezioni, di avere finalmente le mani libere con il suo nuovo incarico da Capo dello Stato e, cosa non da poco, la soddisfazione di fottere Veltroni. Ai posteri l’ardua sentenza.

Legge elettorale, il centrodestra promuova “Il Sindaco d’Italia”

Chi è contro il bipolarismo?Chi ha qualche anno di militanza politica alle spalle ricorderà che, circa undici anni fa, Mario Segni fece una proposta che, ancora oggi, è dannatamente attuale: una legge elettorale sul modello utilizzato per l’elezione dei Sindaci, proposta che prese il nome di Sindaco d’Italia, appunto. Da allora di acqua sotto ne è passata, di governi anche ma, ahinoi, nessuno è ancora stato in grado di produrre un sistema elettorale in grado di stabilire, con chiarezza, chi governa e per quanto. La cosa più drammatica è che in nome della legge elettorale si butta via un sacco di tempo che potrebbe essere impiegato per risolvere i drammatici problemi che affliggono il nostro amato paese; governi senza i numeri per governare e segreterie dei partiti impegnate e confrontarsi sulla legge elettorale, mentre passano i mesi, gli anni. Dopo le schermaglie dei giorni scorsi oggi, finalmente, i capigruppo del centrodestra sono tornati a riunirsi nel tentativo di trovare una quadra sulla riforma proposta dall’ex ministro Bianco, riunione che ha visto tutti d’accordo tranne Forza Italia, a cui non dispiacerebbe barattare il bipolarismo con una legge in grado di lasciare le “mani libere” ai partiti per stringere alleanze post-elettorali. Ha ragione da vendere Gianfranco Fini quando afferma che rinunciare al bipolarismo equivarrebbe a tornare indietro di vent’anni, a quella partitocrazia capace di generare mille governi, in cui gli accordi si facevano non davanti agli elettori ma nei corridoi del Parlamento. Personalmente sono dell’idea che, dopo tangentopoli, l’unica vera conquista sia stata quella del bipolarismo, che obbliga i partiti ad allearsi sulla base di un programma prima delle elezioni e che, da quella conquista, non si possa e non si debba assolutamente prescindere. Allora perchè non far nostra la proposta del Sindaco d’Italia? Spariglierebbe il tavolo mettendo sicuramente d’accordo tutti tranne, probabilmente, Veltroni e Berlusconi ma, a quel punto, sarebbero loro a trovarsi in un angolo.

Fini demolisce il “Vassallum”

Fini demolisce il Vassallum“Il Vassallum è un’autentica legge truffa, che porterebbe a gravi conseguenze nella reale rappresentatività del Paese”, Gianfranco Fini apre così i lavori dell’Assemblea di Alleanza Nazionale, questa mattina a Roma. Un autentico fiume in piena, come nessuno si aspettava visto che, nei giorni scorsi, la polemica con Berlusconi sembrava essere sulla strada dell’archiviazione. Nulla di più sbagliato, perchè il leader della destra, oltre al Vassallum, ha attaccato direttamente anche Berlusconi ed il nascituro Popolo della Libertà, ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la legge elettorale Fini ha annunciato che il suo partito è pronto a fare ostruzionismo in parlamento contro la legge proposta da Veltroni con il consenso di Berlusconi: “Una autentica legge truffa che vedrebbe la dura opposizione di An e di tutti, perché reagirebbero anche Bossi, Casini, Bertinotti e tutti coloro che nel Pd non digeriscono l’archiviazione del bipolarismo”. “Se Berlusconi pensa di fare l’asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa – puntualizza Fini – perché una legge siffatta in Parlamento non passerà mai”. Fini è ancora più chiaro quando aggiunge che “con i tempi che ci sono l’opposizione di An può arrivare fino all’ostruzionismo e se un gruppo come il nostro si mette di traverso con la solidarietà degli altri di leggi elettorali di quel tipo non se ne fanno”. Quindi Fini spiega che “per Alleanza Nazionale non è inaccettabile il proporzionale, ma una legge che lasci le mani libere prima del voto e in base alla quale se i due partiti maggiori prendono 100 mila voti hanno tre deputati, mentre gli altri partiti con 100 mila ne hanno uno. La legge elettorale deve essere bipolare e riprodurre nel numero di seggi parlamentari il reale consenso che ogni partito ha nel paese”. Fini affronta anche l’altro tema scottante, quello del partito unico del centrodestra, e lo fa nel modo più esplicito possibile: ”Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza Nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà”. Gianfranco Fini sottolinea di avere usato “parole volutamente chiare” per chiudere la porta in faccia a Berlusconi, che lo invita ad entrare nella sua nuova creatura politica. “Non per ammutinamento, non per lesa maestà lo avevo invitato sul ‘Corriere’ e su ‘Repubblica’ a dialogare sulla legge elettorale a riconoscere gli errori di noi tutti, e fare un salto in avanti e non cambierei un solo aggettivo, una sola parola di quelle interviste che non erano sbagliate, ma soltanto da fare prima”. “Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto – va avanti Fini – e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto ‘ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sara’ aperto…’ comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finale”. Più chiaro di così!
 

Gianfranco e Silvio tornano a parlarsi. Forza!

Fini e BerlusconiFinalmente Silvio ha rotto il ghiaccio, avviando il disgelo. Un gioco di parole che rende l’idea di quanto si fossero cristallizzate, nelle settimane scorse, le posizioni di Fini e Berlusconi, mai così distanti tra loro. Ma, sollecitato dal suo entourage, Silvio l’altro giorno ha trovato il coraggio di chiamare Gianfranco per felicitarsi con lui della nascita della sua ultimo genita, un gesto affettuoso, che il Presidente di Alleanza Nazionale ha molto apprezzato. A questo episodio sono seguite le dichiarazioni concilianti dei diretti interessati che, angolo dopo angolo, giorno dopo giorno, pare siano relmente impegnati a smussare le differenze che, dopo la “rivoluzione del predellino”, entrambi avevano rimarcato con forza. Ora, a Silvio e Gianfranco, non rimane che trovarsi e discutere a quattr’occhi del futuro del centrodestra, innanzitutto chiarendosi tra loro e, immediatamente dopo, ragionando sui contenuti e sui valori che dovranno caratterizzare la loro ritrovata unità, dopo di che Fini potrebbe anche decidere di aderire al progetto del partito unico. D’altronde, un sondaggio ISPO commissionato proprio da Alleanza Nazionale, dice chiaramente che la gente vuole un centrodestra unito e, in fondo, questo era il principale obbiettivo del Capo di via della Scrofa. Adesso starà a Berlusconi giocarsi al meglio le sue carte, magari rivedendo la sua posizione sulla legge elettorale e dando precise garanzie a Fini sulla forma e sui contenuti del nuovo partito. In questo contesto, arrivano come la manna dal cielo le dichiarazioni di Bertinotti che, di fatto, hanno decretato l’uscita del suo partito dalla maggioranza e dal governo che, proprio oggi, è stato battuto per ben due volte al Senato sul Decreto Sicurezza. Insomma, mentre il governo si sta sgretolando, pare che stiano prendendo corpo tutte le condizioni per ricompattare il fronte e per ridare la Popolo del centrodestra quella rappresentanza unitaria che, solo qualche giorno fa, pareva un miraggio.

Veltroni e la Borgata Pinarelli… da non perdere!!!

Fini e Veltroni non lo dicono, ma hanno stretto l’accordo per il referendum

Fini e VeltroniNon l’hanno detto esplicitamente, per carità. Entrambi devono dilatare il più possibile i tempi dell’annuncio, per tenere buoni i rispettivi alleati che il referendum non lo vogliono nemmeno sentir nominare ma con l’incontro di oggi, Gianfranco  e Walter, hanno di fatto sancito il loro impegno per cambiare la legge elettorale con lo strumento popolare che, tra l’altro, proprio oggi ha passato l’esame della Cassazione. Quando si dice il destino. Un accordo che parte da lontano, quello tra Fini e Veltroni, da una campagna referendaria che ha visto il Presidente di Alleanza Nazionale in prima linea nella raccolta delle firme e, a fargli da sponda, il Sindaco di Roma, durante la conferenza stampa per la presentazione del suo ultimo libro alla quale invitò, guarda caso, proprio Gianfranco. Quel giorno, i due leaders, a margine di una discussione sugli anni di piombo (in cui il libro, “La scoperta dell’alba”, è ambientato), si confrontarono anche sulla prospettiva referendaria, trovandosi perfettamente d’accordo. Ora si tratta di aspettare le prossime mosse di Silvio, al quale la legge elettorale che ne scaturirebbe non dispiace affatto ma che, al tempo stesso vorrebbe tenersi buona la Lega, che vede il referendum come il fumo negli occhi. Dall’altra parte, nella posizione più scomoda, c’è Prodi, che deve fare i conti con i Mastella ed i Bertinotti che hanno già affermato che in caso di referendum farebbero cadere il governo. Ora, sia Fini che Veltroni hanno interesse ad arrivare al referendum, per due motivi diversi ma per un fine comune: le elezioni. Infatti, con il referendum, Fini, avendolo sostenuto sin dall’inizio, risulterebbe il vincitore morale di questa battaglia e potrebbe finalmente dettare le condizioni per un accordo a Berlusconi che, per vincere, non potrebbe certo pensare di fare a meno di Alleanza Nazionale. Dall’altra parte, Veltroni, si sbarazzerebbe della scomoda e impopolare compagine governativa di Prodi per poi presentarsi come candidato premier alle elezioni politiche, anch’egli dettando precise condizioni ai suoi cespugli. Insomma, un vero e proprio effetto domino che porterebbe alla tanto agoniata svolta di governabilità e stabilità di cui abbiamo tutti un disperato bisogno.

Gianfranco e Silvio, ecco 10 buoni motivi per cui dovete andare d’accordo

Gianfraco e SilvoCaro Gianfranco, caro Silvio, a scrivervi è un trentunenne appassionato di politica, un militante di Alleanza Nazionale ma, soprattutto, un ragazzo che ha terribilmente a cuore le sorti della nostra amata Italia. Le ragazze ed i ragazzi della mia generazione hanno cominciato a masticare qualcosa di politica circa quattordici anni fa quando, dopo la fine del regime partitocratico, voi due stringeste un patto di fronte a tutti gl’italiani inizialmente nato per contrastare l’avanzata delle sinistre. Con il passare degli anni il rapporto è cresciuto, diventando un vero e proprio legame improntato su una comunità ideale in cui si riconoscono milioni e milioni di persone, il Popolo della Libertà, appunto. Un Popolo (che comprende gli amici di Udc e Lega) che ha maturato un bagaglio valoriale ed un comune sentire che, molto probabilmente – anche grazie a Prodi – non ha mai avuto eguali nella nostra storia recente. Negli ultimi giorni ve le siete date di santa ragione, complice la mancata caduta dell’armata brancaleone che sta al governo ed un annuncio, consentimi Silvio, per usare un eufemismo, un tantino affrettato: quello della nascita del Partito della Libertà; progetto sul quale il leader di AN ha investito moltissimo negli ultimi tempi e sul quale, caro Silvio, fino alla settimana scorsa avevi messo una pietra sopra… come potevi pensare che Gianfranco non s’incazzasse dopo aver appreso la tua inversione di rotta dai media? Silvio, accidenti a te, sei sempre il solito! Ora, senza girarci troppo intorno, ecco dieci buoni motivi per cui dovrete finirla con le schermaglie e rimettervi a lavorare gomito a gomito: 1) Per mandare a casa Prodi, perchè il suo governo sta mettendo in ginocchio il Paese. 2) Perchè, nonostante il punto 1, il Popolo del centrodestra (a differenza della sinistra con l’antiberlusconismo) non sta insieme solo “contro Prodi” ma, soprattutto, PER L’ITALIA. 3) Perchè voi siete il presente ed il futuro del nostro Popolo 4) Perchè sulla legge elettorale, a grandi linee, dite entrambi le stesse cose, ma con termini diversi… Silvio è diventato bipartitista? Benissimo! Gianfranco sostiene un referendum che va proprio in quella direzione! 5) Perchè, in fondo, volete tutti e due la stessa cosa: un grande partito di centrodestra, allora, caro Silvio, dovresti avere il coraggio di dire pubblicamente che hai sbagliato a dare l’annuncio senza concertarlo con Gianfranco e gli altri alleati e dovresti cercare con tutte le tue forze di coinvolgerli nel processo costituente 6) Perchè non possiamo correre il pericolo di tornare ad un sistema partitocratico 7) Perche la “grande coalizione” da noi – grazie al cielo - è impossibile 8) Perchè Prodi a Veltroni non sembra vero che riusciate a litigare mentre loro potrebbero dissolversi da un momento all’altro. 9) Perchè noi militanti moriamo dalla voglia di rimboccarci le maniche per dare il nostro contributo d’idee, e non solo, al rilancio di un’azione politica comune per una seria e concreta alternativa di governo 10) Perchè vi volete bene, lo sappiamo, e proprio per questo siete più permalosi. Ah, c’è un altro punto… 11) Perchè siete i migliori e l’Italia non può fare a meno di voi!


 

Novembre: 2009
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