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La Cina ordina, Miss Tibet costretta a ritirarsi

Miss TibetUn diktat tira l’altro e tutti (compresi i rappresentanti del nostro governo) s’inchinano alla tracotanza della Cina comunista. In questi giorni il Dalai Lama (Nobel per la Pace) è stato ricevuto dai nostri politici con madalità che rasentano il ridicolo, per paura d’imbattersi nel reato di lesa maestà nei confronti del governo di Pechino. Non sia mai! E così, sono tutti proni di fronte ai despoti comunisti dell’estremo oriente, pronti ad eseguire qualsiasi loro volontà per paura che ci possano essere ripercussioni economiche e commerciali. D’altronde si sà, loro sono una potenza economica fondata sulla schiavitù e sulla completa assenza dei più elementari diritti umani, ma guai a dirlo! I nostri governanti sono sempre pronti a manifestare ed a stracciarsi le vesti ogni qual volta la pena di morte viene applicata negli Stati Uniti ma, chissà come mai, sulla Cina nemmeno una parola. E Piazza Tienanmen? Scurdammoce ‘o passato… E’ di oggi la notizia che gli eredi di Mao abbiano, di fatto, costretto Miss Tibet a ritirarsi da un concorso di bellezza in Malaysia pretendendo che la sua fascia riportasse la dicitura Miss Tibet – Cina. Con molta dignità la Miss,  Tsering Chungtak, ha risposto alle pressioni degli organizzatori dicendo di non poter assolutamente accettare simili condizioni, ed ha abbandonato il concorso. A fronte di quanto sta accadendo, le nostre istituzioni sportive dovrebbero seriamente riflettere sull’opportunità di boicottare le Olimpiadi che si svolgeranno il prossimo anno a Pechino, sarebbe un gesto che, se non altro, consentirebbe di aprire una discussione seria su una questione ormai ineludibile.

Sottomessi alla Cina. Vergogna.

il Dalai Lama e BushSiamo al ridicolo. A metà dicembre il Dalai Lama sarà in Italia ma le nostre istituzioni obbediscono all’ordine del console cinese in Italia: “inopportuno incontrarlo”… detto fatto, il Compagno Bertinotti gli nega l’accesso alla Camera e Prodi non lo incontrerà. Ma non sono solo a sinistra i servi del regime comunista cinese, infatti a Milano, tanto Formigoni quanto la Moratti affermano senza vergona di temere il voto contrario della Cina all’assegnazione dell’Expo, ergo, non riceveranno il Premio Nobel per la Pace. Per fortuna esiste chi sta cercando di salvarci la faccia: 165 parlamentari hanno firmato una petizione per chiedere che il Dalai Lama possa parlare davanti all’Assemblea della Camera dei Deputati, sarebbe un evento importantissimo, storicamente irrinunciabile. Ma, si sa, la Cina è una potenza economica (fondata sulla schiavitù) ed i nostri governanti non perdono occasione per genuflettersi al suo cospetto, svendendendo l’onore e la rispettabilità internazionale del nostro Paese. Prendano esempio da Bush, i leccaculi nostrani dei mandarini, che nonostante gli strali del governo cinese ricevette il Dalai Lama e gli conferì la Medaglia del Congresso. Tibet libero.  


 

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