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Sylvie Giustinetti fa impazzire rete e politici. Novella 2000 intervista Alessandro Nardone

sommario

LA GIORNATA TIPO DI WALTER VELTRONI

Ore 7.00: la signora Veltroni cerca di svegliare Uòlter con un tenero bacio sulla guancia, ma lo sbarramento al 4% non le permette di accedere alla metà del letto in cui riposa il marito

Ore 7.03: dopo essersi svegliato di soprassalto, Uòlter corre a controllare se ha ricevuto corrispondenza da Obama ma, nella cassetta delle lettere, trova solo L’Unità

0re 7.15: Uòlter scende a fare colazione e, una volta a tavola, lancia un monito alla moglie: “Io non bevo il caffelatte, io sono come Barak, faccio colazione all’americana: yogurt, milk e mostarda… wat shainid la mostada?”

Ore 8.00: ancora in preda agli strani movimenti intestinali causati dalla colazione americana Uòlter esce di casa: vorrebbe andare al loft, ma anche alla toilette

Ore 11.00: dopo 3 ore d’indecisione passate al telefono a confrontarsi con Bettini, Uòlter affida l’annuncio ufficiale alle agenzie di stampa: “Abbiamo finalmente rotto ogni indugio, questa mattina mi recherò al loft”

Ore 11.30: appena varcata la soglia della sede del PD, Uòlter chiede alla sua segretaria di controllare se, per caso, Obama l’abbia cercato al telefono ma lei, sconsolata, risponde di no alzando gli occhi e scuotendo il capo

Ore 11.31: Uòlter accende il suo computer e controlla se, per caso, Obama gli abbia scritto… “Oh… una mail dall’america!”. Ma è soltanto spam per il viagra…

Ore 11.45: dopo aver sfogliato i giornali Uòlter chiama Bettini per chiedergli il significato di “amalgama malriuscito”

Ore 12.30: una volta compreso cosa significhi “amalgama malriuscito” Uòlter chiama la sua segretaria e le chiede di convocare d’urgenza il Governo Ombra, alle 14 nello Studio Ovale… “Mhmmm Presidente, scusi se mi permetto ma… qui da noi non c’è nessuno Studio Ovale…” dopo averla messa in attesa ed essersi confrontato per circa mezz’ora con Bettini, Uòlter finalmente le risponde: “Va bene, va bene… però ricordatevi che se non era per la scarlattina io a quest’ora stavo a Kansas City! Scriva semplicemete che sono convocati alla Casa Bianc.. ehm.. qui al loft…”

Ore 12.35: tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Di Pietro continui a remargli contro

Ore 12.36: tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Parisi continui a remargli contro

Ore 12.37: tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè D’Alema continui a remargli contro

Ore 12.38: tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Rutelli continui a remargli contro

Ore 12.39: tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Bersani continui a remargli contro

Ore 12.40: controlla, sul suo iPhone, se Obama ha accettato la sua richiesta d’amicizia su Facebook, ma ancora niente… “Sarà impegnato, in fondo gliel’ho fatta solo un mese e mezzo fa…”

Ore 13.00: Uòlter chiama Di Pietro per chiedergli spiegazioni in merito ai suoi continui attacchi al PD ma, non capendo una parola, lo mette in attesa e chiede a Bettini se per caso la sua segretaria non gli abbia dato il numero dell’ambasciata nigeriana

Ore: 13.30: Uòlter incontra una rappresentanza di lavoratori e, dopo aver ascoltato le loro istanze, li rassicura dicendogli: “Sono con voi”

Ore 14.00: Uòlter incontra una rappresentanza degli imprenditori e, dopo aver ascoltato le loro istanze, li rassicura dicendogli: “Sono con voi”

Ore 14.30: “Signor Presidente, i Ministri ombra la stanno aspettando!”… “Sì sì, dica loro che sbrigo una pratica importantissima e arrivo”… dopo aver agganciato il telefono Uòlter si concede ancora un paio di minuti sotto i raggi della sua lampada UVA e, prima di uscire dalla stanza, si guarda oroglioso allo specchio tenendo in mano un santino di Obama

Ore 16.30: Comincia a fare buio, la riunione del Governo Ombra può dirsi conclusa

Ore 17.00: Uòlter convoca una conferenza stampa in cui spiegherà i motivi per cui ritiene che la soluzione del problema “Monnezza” a Napoli non sia merito di Berlusconi, ma del centrosinistra: “Come al solito il Cavaliere millanta meriti non suoi. Chi ha messo Bassolino in regione? Noi! E la Iervolino in comune? Sempre noi! Se non fosse stato per loro la monnezza per le strade di Napoli non ci sarebbe mai stata e Berlusconi non avrebbe mai potuto rimuoverla!”. Bettini, seduto al suo fianco, si dice entusiasta del suo leader e, attento a non farsi vedere da lui, si mangia un panino con la mortazza

Ore 18.00: Uòlter tiene un discorso alla conferenza programmatica del Lingotto, due ore in cui parla accompagnato da immagini suggestive e citando Kennedy, Gandhi e Churchill. Alla fine del suo intervento, dopo un lungo applauso, il commento dei delegati del PD è unanime: “Ma che cazzo ha detto?”

Ore 19.00: dopo aver rinunciato a capire cosa egli stesso avesse detto nell’intervento, prende il suo iPhone e controlla se ha ricevuto un sms di congratulazioni da Barak Obama, ma trova solo quello di un entusiasta Bettini

Ore 19.30: Uòlter si fa accompagnare da Bettini ad un incontro con i residenti della Borgata Pinarelli

Ore 20.30: dopo aver girato per ore ed ore senza essere riuscito a trovare la Borgata Pinarelli Uòlter, arrabbiatissimo, impreca pensando che a Kansas City non si sarebbe mai perso

Ore 20.35: Uòlter va alla festa che ha organizzato con i suoi amici di Facebook ma, all’improvviso, comincia a diluviare ed a tirare un forte vento. Uòlter, preoccupato per i danni che Fassino potrebbe subire alla schiena, allerta la Protezione Civile

Ore 21.00: Uòlter arriva alla festa, dove viene accolto da una folla oceanica: almeno 150 persone secondo fonti vicine agli organizzatori, 9 stando ai dati della Questura

Ore 22.00: Uòlter ha appena concluso il suo intervento in cui ha parlato accompagnato da immagini suggestive e citando Obama, Lincoln e, infine, Er Monnezza. Dopo un lungo applauso, il commento degli invitati alla festa è unanime: “Abbiamo capito solo la parte finale dell’intervento. Che cazzo ha detto per oltre un’ora?”

Ore 22.03: dopo essersi convinto che dovrebbe ispirarsi più spesso a Er Monnezza, controlla sull’IPhone se ha ricevuto un sms di congratulazioni da Barak Obama, ma trova solo quello di un entusiasta Bettini

Ore 22.35: ormai stanco sale in macchina con Bettini: “Goffrè, portami alla Casa Bianc… ehm.. a casa”, dopo pochi istanti …driiiiiiiiiin driiiiiiiiiiiin… squilla l’iPhone: è un numero sconosciuto… “Halò, mister Uòlter Veltroni?”… “Yes yes, i… i can!”… “Mhmm, ok, le passo il Presidente, mister Barak Obama”… Uòlter non sta nella pelle, Bettini non sta nella camicia… ma eccolo, con la sua voce inconfondibile, è proprio lui… “Hey, Uòlter, are you doing?”… “Mhmmm… oh, Obama… my friend… yes, we… we… we can!”… “Uòlter you can speak english?”… “Mhmmm… oh, Obama… my friend… yes, we… we… we can!”… “Ok, wonderful!”

Ore 23.40: dopo aver ascoltato per oltre un’ora Obama, senza aver capito mezza parola, un sudatissimo Uòlter spera di riuscire a salutare il Presidente Americano senza tradire la sua poca dimestichezza con l’inglese… “Ok Uòlter… you understand?”… “Oh, Obama… ehmmm… yes, i… can!”… “Ah… Uòlter…”… “Yes Barak!”… “Ahahah…”… “Silvio, ancora tu! Adesso basta, mi hai rotto le palle con questa storia!”… “Dai Uòlter, sii sportivo, è solo un giuoco… dai, non lo farò più, va bene?”… “Vabbè và…”… “Buona notte… ah Uòlter!”… “Dimmi!”… “Yes we can! Ahahahahahah”… “Mavaffancul…”

Ore 23.40: Uòlter saluta Bettini e, con aria triste, rientra a casa dove trova la moglie e la figlia, che lo accolgono con uno spledido sorriso… “Scusatemi, ma stasera non sono dell’umore… vado a dormire”… “Mah, Uòlter, amore aspetta… oggi è arrivata una busta per te… sopra c’è scritto qualcosa… tipo White House”… “Dov’è? Dammela, dammelaaaaaa!”… “Ecco ecco… stai tranquillo”… “Amò, ma te rendi conto… è lui, è Barak!”… “Bene! te l’avevo detto di stare tranquillo, che prima o poi t’avrebbe scritto!”… “Si!!! Avevi ragione!!! Adesso corro a chiamare i tutti i giornali, non vedo l’ora che tutto il mondo sappia che io e Barak siamo culo e camicia!”… “Mammina, non pensi che sarebbe meglio dirgli che gliel’hai scritta tu?”… “Shhhh! Ma che sei matta? L’ha detto anche D’Alema, magari è la volta buona che la smette di darci il tormento con questa storia”…

Ore 1.09: Uòlter dorme con il sorriso sulle labbra, chissà cosa starà sognando…

Veltroni con Obama

Veltroni con Obama

IN 60.000 PER CHIEDERE GIUSTIZIA – Ecco le proposte al Governo

CHIEDIAMO IL MASSIMO DELLA PENA PER I 5 STUPRATORI INFAMI

12 anni: CHIEDIAMO IL MASSIMO DELLA PENA PER I 5 STUPRATORI INFAMI

C’era da immaginarselo, dopo appena tre giorni il gip Cecilia Angrisani ha concesso gli arresti domiciliari a Mugurel Goia e Ionut Barbu, i due romeni accusati di favoreggiamento dei loro quattro connazionali. A quanto pare, la dottoressa Angrisani, motiverà la sua decisione affermando che i due criminali in questione risultano ancora incensurati e che, quindi, sempre stando alla sua teoria, otterranno la sospensione condizionale della pena. Dire che avevamo ragione sarebbe troppo facile di fronte ad una decisione del genere e, per quanto mi riguarda, è l’ultimo dei nostri interessi e poi, diciamocelo francamente, visti gl’innumerevoli precedenti non era certo necessario essere Nostradamus per prevedere una decisione tanto aberrante. Purtroppo. Decisione che, guarda caso, è arrivata dopo la denuncia dei radicali Rita Bernardini e Marco D’Elia sulle presunte percosse che, i criminali in questione, avrebbero subito in carcere, e contestualmente all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Certo, saranno delle casualità ma, in quanto tali, ci sarà quantomeno concesso di prendere atto di quanto beffardo sia stato il destino.

Nel giro di quattro giorni siamo diventati 60.000, un numero che fa impressione per quanto è grande. Sì, perché 60.000 persone riempiono una piazza od uno stadio, sono gli abitanti di una città medio-grande, insomma, è un numero che non passa inosservato, che non si può ignorare. Proprio come non si può ignorare ciò che, ahinoi, ci ha uniti, in questo gruppo: la percezione che, nel nostro Paese, la giustizia non funzioni come dovrebbe, e la scarcerazione di quei due criminali infami ne è la triste dimostrazione.

Per questo continueremo, per quanto a noi possibile, a far sentire la nostra voce per chiedere:

- al Governo ed al Presidente Berlusconi d’impegnarsi ad inasprire, nel quadro della riforma della giustizia, le pene previste per il reato di violenza sessuale dall’art. 609 bis del codice penale

- al Ministro Alfano di valutare seriamente l’ipotesi d’inviare degli ispettori per verificare l’effettiva legittimità della decisione assunta dal gip Angrisani e per garantire che il processo si possa svolgere in piena serenità di giudizio

- al Ministro Maroni, affinchè valuti tutte le misure per arginare un fenomeno, quello dello stupro, che ha oggettivamente superato ogni livello di guardia

- al Ministro Carfagna, perché valuti tutte le misure per garantire la necessaria assistenza, da parte dello Stato, alle vittime di questo infame reato

- ai Ministri Frattini e La Russa, perché possano prendere precisi accordi con i paesi d’origine di questi criminali – in molti casi la Romania – affinchè scontino la pena non in Italia, ma nelle patrie galere

- ai Presidenti delle Camere, Fini e Schifani, ed a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, di maggioranza ed opposizione, affinchè lavorino in un clima di massima e reciproca collaborazione al fine di ottenere, nei tempi più brevi possibili, tutte le misure necessarie ad affrontare e sconfiggere questa terribile piaga

Noi, anche a seguito dello stupro di gruppo avvenuto ieri in provincia di Cosenza, continueremo a mantenere alta l’attenzione nei confronti di un crimine, quello dello stupro, sul quale non si dovranno spegnere i riflettori. Almeno finchè non saranno adottate le misure necessarie per combatterlo, almeno finchè alle vittime non sarà garantita la massima assistenza, almeno finchè non sarà fatta giustizia.

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AZZURRI CANTINO L’INNO ESIBENDO LA SCRITTA “ESTRADATE BATTISTI”

ESTRADATE BATTISTI

ESTRADATE BATTISTI

Italia – Brasile. La sfida delle sfide: sul tappeto verde di Wembley scenderanno un numero indefinito di campioni strapagati, nove titoli mondiali e, chi l’avrebbe mai detto, una crisi internazionale tra i due paesi. L’oggetto del contendere? Lo conosciamo tutti, ha un nome ed un cognome: Cesare Battisti, vile assassino i cui crimini, messi l’uno in fila all’altro, basterebbero a tracciare l’intero perimetro di un campo… da calcio, appunto. Oggettivamente una brutta persona, la cui strafottenza è, ahinoi, supportata dal protezionismo di Lula e del governo verdeoro. Infatti, sotto il sole di San Paolo, Battisti si fa intervistare e ci da bellamente dei mafiosi ed il prode Genro, Ministro dell’inGiustizia ci dice che “siamo fermi agli anni 70″ mentre nelle ultime ore, a casa nostra, si è aperto un dibattito sull’opportunità di non giocare, in segno di protesta, la sfida di Wembley. Istintivamente mi sono sentito subito d’accordo con il boicottaggio ma, riflettendoci, penso che una valida alternativa potrebbe essere quella di far cantare, ai nostri Campioni, l’Inno di Mameli brandendo uno striscione che riporti la scritta “ESTRADATE BATTISTI”. Sono convinto che un gesto di tale portata darebbe, alla nostra causa, una visibilità forse ancor maggiore rispetto al boicottagio stesso. In ogni caso, ritengo che ogni iniziativa sia buona, purchè serva a convincere Lula ed il suo governo a fare ciò che è giusto fare, ovvero, rimandarci Battisti affinchè trascorra il resto dei suoi giorni non sotto il caldo sole carioca, ma dietro le sbarre di una galera italiana.

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Viva l’Italia liberata (dai comunisti)!

La caduta del muroChe goduria. Lo so, non è certo un modo elegante per cominciare l’articolo ma chissenefrega, l’evento è talmente importante da non meritare un commento fintamente buonista in nome del politically correct. Per anni li abbiamo subiti, li abbiamo combattuti, loro e quel morbo dell’odio di cui erano portatori sani e con il quale hanno infettato per decenni la nostra società; per anni hanno abbindolato milioni d’italiani con le loro teorie bislacche, divenute ormai irricevibili anche per il più rosso dei compagni. L’aveva detto Gianfranco Fini a Milano, in occasione dell’apertura della campagna elettorale, che il 14 aprile sarebbe stato ricordato come la vera Festa di Liberazione, da Prodi e dai comunisti, beh, col senno del poi si può tranquillamente affermare che tutti noi speravamo che la “profezia” finiana s’avverasse ma sfido chiunque a dire che s’immaginava una disfatta di questa portata. In un sol colpo, oltre ad essere tornati al governo del Paese, ci siamo liberati di personaggi lugubri come Giordano e Diliberto, di gentaglia come Pecoraro Scanio, Paolo Cento e Vladimiro Guadagno (in arte Vladimir Luxuria), di delinquenti come Caruso, insomma, della feccia del Parlamento. Era ora, sì, perchè questa è la gente che per decenni ha bloccato lo sviluppo dell’intera Nazione, in nome della stolta ideologia del non fare. Questa è la gente che ha reso le nostre città meno sicure, che ha fatto il lavaggio del cervello a milioni di nostri giovani facendogli credere che il Muro non era mai caduto e che drogarsi fa bene. Questa è la gente che ha mandato in Parlamento assassini e terroristi, dedicando un’aula del Senato al giottino Carlo Giuliani (targa da rimuovere immediatamente). Questa è la gente che andava a ridere ai funerali dei nostri Caduti a Nassirya. Questa è la gente che manifestava con i kamikaze islamici. Questa è la gente che usava gli aerei di Stato per andare a farsi i fatti propri. Questa è la gente che ha venduto i morti del Cermis in cambio della terrorista Baraldini. Insomma, questa è la gente che gl’italiani hanno finalmente saputo mandare al diavolo o, nel caso del Sig. Guadagno, a dar via il culo.

L’alba del Popolo della Libertà

Rialzati, ItaliaIl dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata se due grandi persone come Berlusconi e Fini non avessero avuto il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo realizzando un sogno che sembrava, nostro malgrado, destinato a rimanere tale: la casa comune del Popolo della Libertà. Un passo di portata storica, capace di scaldare il cuore di ognuno di noi, perchè ci restituisce una prospettiva di ampio respiro nel nome di valori e principi comuni cementati da anni di militanza e partecipazione fianco a fianco, gomito a gomito. Storie diverse che si sono unite quattordici anni fa in un orizzonte comune, che si è fatto via via sempre più nitido, fino ad oggi, all’alba in cui sta sorgendo il Popolo della Libertà. Sono il primo a comprendere l’emozione di qualcuno perchè, vivaddio, siamo persone che hanno sempre vissuto la politica con il cuore, orgogliosi della propria identità, della propria storia. Una storia fatta di militanza, di coerenza e di coraggio, perchè questo è il momento di ricordare che se oggi possiamo celebrare la nascita di una grande forza di centrodestra è anche e soprattutto grazie a tutte quelle ragazze e quei ragazzi che difendevano le proprie idee nelle fila del Movimento Sociale, quando combattere il comunismo e sventolare il Tricolore, nella nostra amata Italia, voleva dire rischiare la vita. Rischiare la vita a vent’anni, per un ideale, in difesa di valori per noi tutt’oggi inestimabili… beh, c’è chi la vita l’ha persa per davvero, ragazzi che hanno pagato il prezzo più alto in nome delle idee e dei valori che oggi, grazie al loro sacrificio, sono condivisi dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano. Adesso dovremo essere capaci anche noi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, condividendo questa scelta coraggiosa, e supportandola con tutti noi stessi affinchè quest’occasione non vada persa. Per quanto riguarda i vertici, beh, da loro mi aspetto che questa sia solo la prima di tante altre scelte coraggiose, a cominciare da quel ricambio generazionale che aspettiamo da ormai troppo tempo, largo ai giovani, quindi, magari adottando il criterio delle Quote Giovani, garantendo agli “over trentacinque” il 30% dei posti utili in lista.

Il piano segreto: Berlusconi punta al Quirinale

Berlusconi punta al QuirinaleNe sa una più del diavolo, Berlusconi. Sarà una banalità ma è così, non si discute. Una delle sue maggiori qualità è quella di saper fotografare alla perfezione le situazioni che affronta, di saperle analizzare in maniera scientifica e, il più delle volte, di risolverle con dei veri e propri colpi di genio, come ha fatto con l’ormai celebre “rivoluzione del predellino”, uscendo dall’angolo in cui si era andato a cacciare annunciando la sicura caduta del governo sulla finanziaria. Silvio, però, non aveva messo in preventivo di scatenare una tale reazione dei suoi alleati, che non hanno proprio digerito il coupe de theatre. Ora, il Cavaliere, ha la necessità di uscire dall’angolo in cui l’hanno spinto i suoi alleati, Fini in primis, perchè è perfettamente consapevole che, per tornare al governo, da loro non può permettersi di prescindere. Da qui la decisione di aprire al dialogo con Veltroni ed il Partito Democratico, dando l’impressione di voler flirtare su una legge elettorale che favorisca i due maggiori partiti. Disponibilità che ha spiazzato nuovamente tutti, perchè si da il fatto che Silvio sia sempre stato uno dei più accaniti sostenitori del bipolarismo e, fino a qualche giorno prima, solo l’idea di sedersi allo stesso tavolo con un rappresentante del centro-sinistra gli faceva venire l’orticaria. Allora cosa è cambiato? Beh, quel geniaccio di Berlusconi l’ha pensata proprio bene, perchè se il suo piano andasse in porto riuscirebbe, in un sol colpo, a sistemare tutte le tessere del suo mosaico, ma andiamo con ordine. Il primo elemento dal quale dobbiamo partire è che, salvo imprevisti, il prossimo Capo dello Stato verrà eletto dal Parlamento nel 2013. Potrebbe sembrare un dato ininfluente ma, se considerate che aspettando ancora qualche mese a far cadere il governo ad eleggerlo sarà la prossima legislatura, vi sarà chiaro che si tratta di un particolare non trascurabile. Il secondo elemento è che Berlusconi si è devvero rotto le scatole di tenere insieme la colalizione, vorrebbe poter operare libero dagli assilli degli alleati che, ovviamente, scalpitano per succedergli alla guida del centrodestra. Se mettiamo insieme le due cose il quadro comincia ad essere chiaro: la trattativa di Silvio con Walter, altro non è che un modo per prendere tempo. Infatti, una volta acquisita la certezza che sarà (presumibilmente) la sua futura maggioranza ad eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, potrà puntare dritto alle elezioni serrando le fila del centrodestra. Come? Dando a Fini la garanzia che sarà proprio lui a succedergli, a legislatura in corso, dopo l’approdo di Berlusconi al Quirinale. Ha calcolato proprio tutto, il buon Silvio, escogitando un piano che gli permetterebbe, in un sol colpo, di rinsaldare la coalizione, di vincere le elezioni, di avere finalmente le mani libere con il suo nuovo incarico da Capo dello Stato e, cosa non da poco, la soddisfazione di fottere Veltroni. Ai posteri l’ardua sentenza.

Legge elettorale, il centrodestra promuova “Il Sindaco d’Italia”

Chi è contro il bipolarismo?Chi ha qualche anno di militanza politica alle spalle ricorderà che, circa undici anni fa, Mario Segni fece una proposta che, ancora oggi, è dannatamente attuale: una legge elettorale sul modello utilizzato per l’elezione dei Sindaci, proposta che prese il nome di Sindaco d’Italia, appunto. Da allora di acqua sotto ne è passata, di governi anche ma, ahinoi, nessuno è ancora stato in grado di produrre un sistema elettorale in grado di stabilire, con chiarezza, chi governa e per quanto. La cosa più drammatica è che in nome della legge elettorale si butta via un sacco di tempo che potrebbe essere impiegato per risolvere i drammatici problemi che affliggono il nostro amato paese; governi senza i numeri per governare e segreterie dei partiti impegnate e confrontarsi sulla legge elettorale, mentre passano i mesi, gli anni. Dopo le schermaglie dei giorni scorsi oggi, finalmente, i capigruppo del centrodestra sono tornati a riunirsi nel tentativo di trovare una quadra sulla riforma proposta dall’ex ministro Bianco, riunione che ha visto tutti d’accordo tranne Forza Italia, a cui non dispiacerebbe barattare il bipolarismo con una legge in grado di lasciare le “mani libere” ai partiti per stringere alleanze post-elettorali. Ha ragione da vendere Gianfranco Fini quando afferma che rinunciare al bipolarismo equivarrebbe a tornare indietro di vent’anni, a quella partitocrazia capace di generare mille governi, in cui gli accordi si facevano non davanti agli elettori ma nei corridoi del Parlamento. Personalmente sono dell’idea che, dopo tangentopoli, l’unica vera conquista sia stata quella del bipolarismo, che obbliga i partiti ad allearsi sulla base di un programma prima delle elezioni e che, da quella conquista, non si possa e non si debba assolutamente prescindere. Allora perchè non far nostra la proposta del Sindaco d’Italia? Spariglierebbe il tavolo mettendo sicuramente d’accordo tutti tranne, probabilmente, Veltroni e Berlusconi ma, a quel punto, sarebbero loro a trovarsi in un angolo.

Fini demolisce il “Vassallum”

Fini demolisce il Vassallum“Il Vassallum è un’autentica legge truffa, che porterebbe a gravi conseguenze nella reale rappresentatività del Paese”, Gianfranco Fini apre così i lavori dell’Assemblea di Alleanza Nazionale, questa mattina a Roma. Un autentico fiume in piena, come nessuno si aspettava visto che, nei giorni scorsi, la polemica con Berlusconi sembrava essere sulla strada dell’archiviazione. Nulla di più sbagliato, perchè il leader della destra, oltre al Vassallum, ha attaccato direttamente anche Berlusconi ed il nascituro Popolo della Libertà, ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la legge elettorale Fini ha annunciato che il suo partito è pronto a fare ostruzionismo in parlamento contro la legge proposta da Veltroni con il consenso di Berlusconi: “Una autentica legge truffa che vedrebbe la dura opposizione di An e di tutti, perché reagirebbero anche Bossi, Casini, Bertinotti e tutti coloro che nel Pd non digeriscono l’archiviazione del bipolarismo”. “Se Berlusconi pensa di fare l’asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa – puntualizza Fini – perché una legge siffatta in Parlamento non passerà mai”. Fini è ancora più chiaro quando aggiunge che “con i tempi che ci sono l’opposizione di An può arrivare fino all’ostruzionismo e se un gruppo come il nostro si mette di traverso con la solidarietà degli altri di leggi elettorali di quel tipo non se ne fanno”. Quindi Fini spiega che “per Alleanza Nazionale non è inaccettabile il proporzionale, ma una legge che lasci le mani libere prima del voto e in base alla quale se i due partiti maggiori prendono 100 mila voti hanno tre deputati, mentre gli altri partiti con 100 mila ne hanno uno. La legge elettorale deve essere bipolare e riprodurre nel numero di seggi parlamentari il reale consenso che ogni partito ha nel paese”. Fini affronta anche l’altro tema scottante, quello del partito unico del centrodestra, e lo fa nel modo più esplicito possibile: ”Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza Nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà”. Gianfranco Fini sottolinea di avere usato “parole volutamente chiare” per chiudere la porta in faccia a Berlusconi, che lo invita ad entrare nella sua nuova creatura politica. “Non per ammutinamento, non per lesa maestà lo avevo invitato sul ‘Corriere’ e su ‘Repubblica’ a dialogare sulla legge elettorale a riconoscere gli errori di noi tutti, e fare un salto in avanti e non cambierei un solo aggettivo, una sola parola di quelle interviste che non erano sbagliate, ma soltanto da fare prima”. “Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto – va avanti Fini – e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto ‘ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sara’ aperto…’ comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finale”. Più chiaro di così!
 

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