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Sylvie Giustinetti fa impazzire rete e politici. Novella 2000 intervista Alessandro Nardone
Pubblicato Agosto 4, 2009 Italia Lascia un commentoTags: alessandro nardone, berlusconi, bobo craxi, candida morvillo, fabrizio d'esposito, francesco storace, gossip, il riformista, intervista, marianna aprile, novella 2000, politici, romanzo, santo e puttaniere, silvio berlusconi, sylvie giustinetti, ti odio da morire
IN 60.000 PER CHIEDERE GIUSTIZIA – Ecco le proposte al Governo
Pubblicato Gennaio 31, 2009 Italia Lascia un commentoTags: alfano, berlusconi, carfagna, facebook, fini, frattini, giustizia, governo, gruppo, guidonia, la russa, maroni, massimo della pena, schifani, stupratori, stupri
C’era da immaginarselo, dopo appena tre giorni il gip Cecilia Angrisani ha concesso gli arresti domiciliari a Mugurel Goia e Ionut Barbu, i due romeni accusati di favoreggiamento dei loro quattro connazionali. A quanto pare, la dottoressa Angrisani, motiverà la sua decisione affermando che i due criminali in questione risultano ancora incensurati e che, quindi, sempre stando alla sua teoria, otterranno la sospensione condizionale della pena. Dire che avevamo ragione sarebbe troppo facile di fronte ad una decisione del genere e, per quanto mi riguarda, è l’ultimo dei nostri interessi e poi, diciamocelo francamente, visti gl’innumerevoli precedenti non era certo necessario essere Nostradamus per prevedere una decisione tanto aberrante. Purtroppo. Decisione che, guarda caso, è arrivata dopo la denuncia dei radicali Rita Bernardini e Marco D’Elia sulle presunte percosse che, i criminali in questione, avrebbero subito in carcere, e contestualmente all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Certo, saranno delle casualità ma, in quanto tali, ci sarà quantomeno concesso di prendere atto di quanto beffardo sia stato il destino.
Nel giro di quattro giorni siamo diventati 60.000, un numero che fa impressione per quanto è grande. Sì, perché 60.000 persone riempiono una piazza od uno stadio, sono gli abitanti di una città medio-grande, insomma, è un numero che non passa inosservato, che non si può ignorare. Proprio come non si può ignorare ciò che, ahinoi, ci ha uniti, in questo gruppo: la percezione che, nel nostro Paese, la giustizia non funzioni come dovrebbe, e la scarcerazione di quei due criminali infami ne è la triste dimostrazione.
Per questo continueremo, per quanto a noi possibile, a far sentire la nostra voce per chiedere:
- al Governo ed al Presidente Berlusconi d’impegnarsi ad inasprire, nel quadro della riforma della giustizia, le pene previste per il reato di violenza sessuale dall’art. 609 bis del codice penale
- al Ministro Alfano di valutare seriamente l’ipotesi d’inviare degli ispettori per verificare l’effettiva legittimità della decisione assunta dal gip Angrisani e per garantire che il processo si possa svolgere in piena serenità di giudizio
- al Ministro Maroni, affinchè valuti tutte le misure per arginare un fenomeno, quello dello stupro, che ha oggettivamente superato ogni livello di guardia
- al Ministro Carfagna, perché valuti tutte le misure per garantire la necessaria assistenza, da parte dello Stato, alle vittime di questo infame reato
- ai Ministri Frattini e La Russa, perché possano prendere precisi accordi con i paesi d’origine di questi criminali – in molti casi la Romania – affinchè scontino la pena non in Italia, ma nelle patrie galere
- ai Presidenti delle Camere, Fini e Schifani, ed a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, di maggioranza ed opposizione, affinchè lavorino in un clima di massima e reciproca collaborazione al fine di ottenere, nei tempi più brevi possibili, tutte le misure necessarie ad affrontare e sconfiggere questa terribile piaga
Noi, anche a seguito dello stupro di gruppo avvenuto ieri in provincia di Cosenza, continueremo a mantenere alta l’attenzione nei confronti di un crimine, quello dello stupro, sul quale non si dovranno spegnere i riflettori. Almeno finchè non saranno adottate le misure necessarie per combatterlo, almeno finchè alle vittime non sarà garantita la massima assistenza, almeno finchè non sarà fatta giustizia.
AZZURRI CANTINO L’INNO ESIBENDO LA SCRITTA “ESTRADATE BATTISTI”
Pubblicato Gennaio 30, 2009 Italia Lascia un commentoTags: amichevole, azzurri, berlusconi, boicottaggio partita, cesare battisti, estradizione, frattini, genro, italia brasile, la russa, lula

ESTRADATE BATTISTI
Italia – Brasile. La sfida delle sfide: sul tappeto verde di Wembley scenderanno un numero indefinito di campioni strapagati, nove titoli mondiali e, chi l’avrebbe mai detto, una crisi internazionale tra i due paesi. L’oggetto del contendere? Lo conosciamo tutti, ha un nome ed un cognome: Cesare Battisti, vile assassino i cui crimini, messi l’uno in fila all’altro, basterebbero a tracciare l’intero perimetro di un campo… da calcio, appunto. Oggettivamente una brutta persona, la cui strafottenza è, ahinoi, supportata dal protezionismo di Lula e del governo verdeoro. Infatti, sotto il sole di San Paolo, Battisti si fa intervistare e ci da bellamente dei mafiosi ed il prode Genro, Ministro dell’inGiustizia ci dice che “siamo fermi agli anni 70″ mentre nelle ultime ore, a casa nostra, si è aperto un dibattito sull’opportunità di non giocare, in segno di protesta, la sfida di Wembley. Istintivamente mi sono sentito subito d’accordo con il boicottaggio ma, riflettendoci, penso che una valida alternativa potrebbe essere quella di far cantare, ai nostri Campioni, l’Inno di Mameli brandendo uno striscione che riporti la scritta “ESTRADATE BATTISTI”. Sono convinto che un gesto di tale portata darebbe, alla nostra causa, una visibilità forse ancor maggiore rispetto al boicottagio stesso. In ogni caso, ritengo che ogni iniziativa sia buona, purchè serva a convincere Lula ed il suo governo a fare ciò che è giusto fare, ovvero, rimandarci Battisti affinchè trascorra il resto dei suoi giorni non sotto il caldo sole carioca, ma dietro le sbarre di una galera italiana.
Il Popolo della Libertà sbarca su Facebook, entra anche tu!
Pubblicato Ottobre 28, 2008 Varie ed eventuali 1 CommentoTags: berlusconi, facebook, fini, pdl, popolo della libertà, social network
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Viva l’Italia liberata (dai comunisti)!
Pubblicato Aprile 16, 2008 Italia 3 CommentiTags: berlusconi, caruso, comunisti fuori dal parlamento, elezioni, gianfranco fini, paolo cento, pecoraro scanio, vittoria, vladimir luxuria
Che goduria. Lo so, non è certo un modo elegante per cominciare l’articolo ma chissenefrega, l’evento è talmente importante da non meritare un commento fintamente buonista in nome del politically correct. Per anni li abbiamo subiti, li abbiamo combattuti, loro e quel morbo dell’odio di cui erano portatori sani e con il quale hanno infettato per decenni la nostra società; per anni hanno abbindolato milioni d’italiani con le loro teorie bislacche, divenute ormai irricevibili anche per il più rosso dei compagni. L’aveva detto Gianfranco Fini a Milano, in occasione dell’apertura della campagna elettorale, che il 14 aprile sarebbe stato ricordato come la vera Festa di Liberazione, da Prodi e dai comunisti, beh, col senno del poi si può tranquillamente affermare che tutti noi speravamo che la “profezia” finiana s’avverasse ma sfido chiunque a dire che s’immaginava una disfatta di questa portata. In un sol colpo, oltre ad essere tornati al governo del Paese, ci siamo liberati di personaggi lugubri come Giordano e Diliberto, di gentaglia come Pecoraro Scanio, Paolo Cento e Vladimiro Guadagno (in arte Vladimir Luxuria), di delinquenti come Caruso, insomma, della feccia del Parlamento. Era ora, sì, perchè questa è la gente che per decenni ha bloccato lo sviluppo dell’intera Nazione, in nome della stolta ideologia del non fare. Questa è la gente che ha reso le nostre città meno sicure, che ha fatto il lavaggio del cervello a milioni di nostri giovani facendogli credere che il Muro non era mai caduto e che drogarsi fa bene. Questa è la gente che ha mandato in Parlamento assassini e terroristi, dedicando un’aula del Senato al giottino Carlo Giuliani (targa da rimuovere immediatamente). Questa è la gente che andava a ridere ai funerali dei nostri Caduti a Nassirya. Questa è la gente che manifestava con i kamikaze islamici. Questa è la gente che usava gli aerei di Stato per andare a farsi i fatti propri. Questa è la gente che ha venduto i morti del Cermis in cambio della terrorista Baraldini. Insomma, questa è la gente che gl’italiani hanno finalmente saputo mandare al diavolo o, nel caso del Sig. Guadagno, a dar via il culo.
L’alba del Popolo della Libertà
Pubblicato Febbraio 11, 2008 Italia 2 CommentiTags: berlusconi, fini, popolo della libertà, quote giovani, rialzati italia
Il dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata se due grandi persone come Berlusconi e Fini non avessero avuto il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo realizzando un sogno che sembrava, nostro malgrado, destinato a rimanere tale: la casa comune del Popolo della Libertà. Un passo di portata storica, capace di scaldare il cuore di ognuno di noi, perchè ci restituisce una prospettiva di ampio respiro nel nome di valori e principi comuni cementati da anni di militanza e partecipazione fianco a fianco, gomito a gomito. Storie diverse che si sono unite quattordici anni fa in un orizzonte comune, che si è fatto via via sempre più nitido, fino ad oggi, all’alba in cui sta sorgendo il Popolo della Libertà. Sono il primo a comprendere l’emozione di qualcuno perchè, vivaddio, siamo persone che hanno sempre vissuto la politica con il cuore, orgogliosi della propria identità, della propria storia. Una storia fatta di militanza, di coerenza e di coraggio, perchè questo è il momento di ricordare che se oggi possiamo celebrare la nascita di una grande forza di centrodestra è anche e soprattutto grazie a tutte quelle ragazze e quei ragazzi che difendevano le proprie idee nelle fila del Movimento Sociale, quando combattere il comunismo e sventolare il Tricolore, nella nostra amata Italia, voleva dire rischiare la vita. Rischiare la vita a vent’anni, per un ideale, in difesa di valori per noi tutt’oggi inestimabili… beh, c’è chi la vita l’ha persa per davvero, ragazzi che hanno pagato il prezzo più alto in nome delle idee e dei valori che oggi, grazie al loro sacrificio, sono condivisi dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano. Adesso dovremo essere capaci anche noi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, condividendo questa scelta coraggiosa, e supportandola con tutti noi stessi affinchè quest’occasione non vada persa. Per quanto riguarda i vertici, beh, da loro mi aspetto che questa sia solo la prima di tante altre scelte coraggiose, a cominciare da quel ricambio generazionale che aspettiamo da ormai troppo tempo, largo ai giovani, quindi, magari adottando il criterio delle Quote Giovani, garantendo agli “over trentacinque” il 30% dei posti utili in lista.
Il piano segreto: Berlusconi punta al Quirinale
Pubblicato Dicembre 16, 2007 Italia Lascia un commentoTags: berlusconi, centrodestra, elezioni, fini, piano segreto, quirinale, veltroni
Ne sa una più del diavolo, Berlusconi. Sarà una banalità ma è così, non si discute. Una delle sue maggiori qualità è quella di saper fotografare alla perfezione le situazioni che affronta, di saperle analizzare in maniera scientifica e, il più delle volte, di risolverle con dei veri e propri colpi di genio, come ha fatto con l’ormai celebre “rivoluzione del predellino”, uscendo dall’angolo in cui si era andato a cacciare annunciando la sicura caduta del governo sulla finanziaria. Silvio, però, non aveva messo in preventivo di scatenare una tale reazione dei suoi alleati, che non hanno proprio digerito il coupe de theatre. Ora, il Cavaliere, ha la necessità di uscire dall’angolo in cui l’hanno spinto i suoi alleati, Fini in primis, perchè è perfettamente consapevole che, per tornare al governo, da loro non può permettersi di prescindere. Da qui la decisione di aprire al dialogo con Veltroni ed il Partito Democratico, dando l’impressione di voler flirtare su una legge elettorale che favorisca i due maggiori partiti. Disponibilità che ha spiazzato nuovamente tutti, perchè si da il fatto che Silvio sia sempre stato uno dei più accaniti sostenitori del bipolarismo e, fino a qualche giorno prima, solo l’idea di sedersi allo stesso tavolo con un rappresentante del centro-sinistra gli faceva venire l’orticaria. Allora cosa è cambiato? Beh, quel geniaccio di Berlusconi l’ha pensata proprio bene, perchè se il suo piano andasse in porto riuscirebbe, in un sol colpo, a sistemare tutte le tessere del suo mosaico, ma andiamo con ordine. Il primo elemento dal quale dobbiamo partire è che, salvo imprevisti, il prossimo Capo dello Stato verrà eletto dal Parlamento nel 2013. Potrebbe sembrare un dato ininfluente ma, se considerate che aspettando ancora qualche mese a far cadere il governo ad eleggerlo sarà la prossima legislatura, vi sarà chiaro che si tratta di un particolare non trascurabile. Il secondo elemento è che Berlusconi si è devvero rotto le scatole di tenere insieme la colalizione, vorrebbe poter operare libero dagli assilli degli alleati che, ovviamente, scalpitano per succedergli alla guida del centrodestra. Se mettiamo insieme le due cose il quadro comincia ad essere chiaro: la trattativa di Silvio con Walter, altro non è che un modo per prendere tempo. Infatti, una volta acquisita la certezza che sarà (presumibilmente) la sua futura maggioranza ad eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, potrà puntare dritto alle elezioni serrando le fila del centrodestra. Come? Dando a Fini la garanzia che sarà proprio lui a succedergli, a legislatura in corso, dopo l’approdo di Berlusconi al Quirinale. Ha calcolato proprio tutto, il buon Silvio, escogitando un piano che gli permetterebbe, in un sol colpo, di rinsaldare la coalizione, di vincere le elezioni, di avere finalmente le mani libere con il suo nuovo incarico da Capo dello Stato e, cosa non da poco, la soddisfazione di fottere Veltroni. Ai posteri l’ardua sentenza.
Legge elettorale, il centrodestra promuova “Il Sindaco d’Italia”
Pubblicato Dicembre 12, 2007 Italia 1 CommentoTags: berlusconi, bianco, centrodestra, fini, legge elettorale, segni, sindaco d'italia
Chi ha qualche anno di militanza politica alle spalle ricorderà che, circa undici anni fa, Mario Segni fece una proposta che, ancora oggi, è dannatamente attuale: una legge elettorale sul modello utilizzato per l’elezione dei Sindaci, proposta che prese il nome di Sindaco d’Italia, appunto. Da allora di acqua sotto ne è passata, di governi anche ma, ahinoi, nessuno è ancora stato in grado di produrre un sistema elettorale in grado di stabilire, con chiarezza, chi governa e per quanto. La cosa più drammatica è che in nome della legge elettorale si butta via un sacco di tempo che potrebbe essere impiegato per risolvere i drammatici problemi che affliggono il nostro amato paese; governi senza i numeri per governare e segreterie dei partiti impegnate e confrontarsi sulla legge elettorale, mentre passano i mesi, gli anni. Dopo le schermaglie dei giorni scorsi oggi, finalmente, i capigruppo del centrodestra sono tornati a riunirsi nel tentativo di trovare una quadra sulla riforma proposta dall’ex ministro Bianco, riunione che ha visto tutti d’accordo tranne Forza Italia, a cui non dispiacerebbe barattare il bipolarismo con una legge in grado di lasciare le “mani libere” ai partiti per stringere alleanze post-elettorali. Ha ragione da vendere Gianfranco Fini quando afferma che rinunciare al bipolarismo equivarrebbe a tornare indietro di vent’anni, a quella partitocrazia capace di generare mille governi, in cui gli accordi si facevano non davanti agli elettori ma nei corridoi del Parlamento. Personalmente sono dell’idea che, dopo tangentopoli, l’unica vera conquista sia stata quella del bipolarismo, che obbliga i partiti ad allearsi sulla base di un programma prima delle elezioni e che, da quella conquista, non si possa e non si debba assolutamente prescindere. Allora perchè non far nostra la proposta del Sindaco d’Italia? Spariglierebbe il tavolo mettendo sicuramente d’accordo tutti tranne, probabilmente, Veltroni e Berlusconi ma, a quel punto, sarebbero loro a trovarsi in un angolo.
Fini demolisce il “Vassallum”
Pubblicato Dicembre 9, 2007 Italia 2 CommentiTags: berlusconi, fini, legge truffa, pdl, popolo delle libertà, vassallum
“Il Vassallum è un’autentica legge truffa, che porterebbe a gravi conseguenze nella reale rappresentatività del Paese”, Gianfranco Fini apre così i lavori dell’Assemblea di Alleanza Nazionale, questa mattina a Roma. Un autentico fiume in piena, come nessuno si aspettava visto che, nei giorni scorsi, la polemica con Berlusconi sembrava essere sulla strada dell’archiviazione. Nulla di più sbagliato, perchè il leader della destra, oltre al Vassallum, ha attaccato direttamente anche Berlusconi ed il nascituro Popolo della Libertà, ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la legge elettorale Fini ha annunciato che il suo partito è pronto a fare ostruzionismo in parlamento contro la legge proposta da Veltroni con il consenso di Berlusconi: “Una autentica legge truffa che vedrebbe la dura opposizione di An e di tutti, perché reagirebbero anche Bossi, Casini, Bertinotti e tutti coloro che nel Pd non digeriscono l’archiviazione del bipolarismo”. “Se Berlusconi pensa di fare l’asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa – puntualizza Fini – perché una legge siffatta in Parlamento non passerà mai”. Fini è ancora più chiaro quando aggiunge che “con i tempi che ci sono l’opposizione di An può arrivare fino all’ostruzionismo e se un gruppo come il nostro si mette di traverso con la solidarietà degli altri di leggi elettorali di quel tipo non se ne fanno”. Quindi Fini spiega che “per Alleanza Nazionale non è inaccettabile il proporzionale, ma una legge che lasci le mani libere prima del voto e in base alla quale se i due partiti maggiori prendono 100 mila voti hanno tre deputati, mentre gli altri partiti con 100 mila ne hanno uno. La legge elettorale deve essere bipolare e riprodurre nel numero di seggi parlamentari il reale consenso che ogni partito ha nel paese”. Fini affronta anche l’altro tema scottante, quello del partito unico del centrodestra, e lo fa nel modo più esplicito possibile: ”Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza Nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà”. Gianfranco Fini sottolinea di avere usato “parole volutamente chiare” per chiudere la porta in faccia a Berlusconi, che lo invita ad entrare nella sua nuova creatura politica. “Non per ammutinamento, non per lesa maestà lo avevo invitato sul ‘Corriere’ e su ‘Repubblica’ a dialogare sulla legge elettorale a riconoscere gli errori di noi tutti, e fare un salto in avanti e non cambierei un solo aggettivo, una sola parola di quelle interviste che non erano sbagliate, ma soltanto da fare prima”. “Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto – va avanti Fini – e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto ‘ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sara’ aperto…’ comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finale”. Più chiaro di così!




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