La Cina ordina, Miss Tibet costretta a ritirarsi

Miss TibetUn diktat tira l’altro e tutti (compresi i rappresentanti del nostro governo) s’inchinano alla tracotanza della Cina comunista. In questi giorni il Dalai Lama (Nobel per la Pace) è stato ricevuto dai nostri politici con madalità che rasentano il ridicolo, per paura d’imbattersi nel reato di lesa maestà nei confronti del governo di Pechino. Non sia mai! E così, sono tutti proni di fronte ai despoti comunisti dell’estremo oriente, pronti ad eseguire qualsiasi loro volontà per paura che ci possano essere ripercussioni economiche e commerciali. D’altronde si sà, loro sono una potenza economica fondata sulla schiavitù e sulla completa assenza dei più elementari diritti umani, ma guai a dirlo! I nostri governanti sono sempre pronti a manifestare ed a stracciarsi le vesti ogni qual volta la pena di morte viene applicata negli Stati Uniti ma, chissà come mai, sulla Cina nemmeno una parola. E Piazza Tienanmen? Scurdammoce ‘o passato… E’ di oggi la notizia che gli eredi di Mao abbiano, di fatto, costretto Miss Tibet a ritirarsi da un concorso di bellezza in Malaysia pretendendo che la sua fascia riportasse la dicitura Miss Tibet – Cina. Con molta dignità la Miss,  Tsering Chungtak, ha risposto alle pressioni degli organizzatori dicendo di non poter assolutamente accettare simili condizioni, ed ha abbandonato il concorso. A fronte di quanto sta accadendo, le nostre istituzioni sportive dovrebbero seriamente riflettere sull’opportunità di boicottare le Olimpiadi che si svolgeranno il prossimo anno a Pechino, sarebbe un gesto che, se non altro, consentirebbe di aprire una discussione seria su una questione ormai ineludibile.

5 Risposte a “La Cina ordina, Miss Tibet costretta a ritirarsi”


  1. 1 Massimo Dicembre 7, 2007 alle 5:56 pm

    Miss Tibet ha fatto bene a non accettare l’imposizione, ma ha fatto male ad andarsene di sua volontà (se è stato di sua volontà).
    Bisogna mettere i “capi” nella condizione di essero loro a prendere la decisione di escludere qualcuno per compiacere ai cinesi di turno, non levare loro le castagne dal fuoco.
    Questo vale per la Cina, ma vale in qualsiasi circostanza una presenza risulti sgradita perchè “politicamente scorretta” … mai abbandonare il campo al nemico ;-)

  2. 2 nardone Dicembre 8, 2007 alle 3:47 am

    Ciao Massimo, concordo perfettamente con te, bisogna fare il possibile perchè emerga di che pasta sono fatti…

  3. 3 paodam Gennaio 22, 2008 alle 12:47 am

    Corriere della Sera 12/01/2008

    Cina, ci sono 1.045 Laogai Nell’anno delle Olimpiadi (Dario Fertilio)

    “Le censure in materia di diritti umani sono sempre calunnie”
    “i giochi olimpici invece sono sempre una cosa buona”
    “Dunque chi critica il regime di Pechino viola lo spirito olimpico”

    Così Jiang Yu , la portavoce del ministro degli Esteri cinese ha accusato “alcune organizzazioni ed individui” di “insultare il paese” .
    Che splendido sillogismo degno di un giocoliere della Città Proibita.

    Diverse opinioni e fatti vengono denunciati da un suo connazionale, Harry Wu 19anni ai lavori forzati nei Lager cinesi, i laogai, per sospetto anticomunismo.
    Nel libro “Controrivoluzionari” edito da San Paolo racconta di questi campi 1.045 in cui schiavi torturati alimentati con un tozzo di pane e un po’ di brodaglia producono di tutto dagli autobus ai pomodori, dai giocattoli ai casalinghi.
    Vi sono venute in mente bambole e scodelle dei lager nazisti? Attenzione : forse “state violando lo spirito olimpico”

    Ma ci stanno forse prendendo in giro?

    Invito tutti alla lettura su un interessante sito trovato in rete che raccoglie molto materiale interessante sulle piu’ o meno losche attivita’ del governo cinese
    http://www.unmadeinchina.org

    Invito anche tutti voi a discutere su un blog che sto cercando piano piano di allestire sempre sperando nel vostro contributo
    http://unmadeinchina.wordpress.com

    Sarei molto lieto di instaurare con te una collaborazione.
    Se questo potrebbe farti piacere contattami
    A presto

  4. 4 paodam Gennaio 29, 2008 alle 11:36 pm

    Yu Changwu, da tempo a capo della protesta dei contadini della regione settentrionale dello Heilongjiang, è stato condannato a due anni di lavori forzati per aver parlato con alcuni reporter. Aveva creduto alle autorità quando dichiaravano che, con le Olimpiadi, tutto sarebbe cambiato, che avrebbe potuto incontrare i giornalisti in piena libertà. Ne aveva perciò incontrato un gruppo per spiegare perché 40mila contadini chiedevano la proprietà della terra da loro coltivata. Non aveva capito che i giornalisti stranieri hanno libertà di fare domande a chiunque in Cina, mentre gli intervistati non hanno il diritto di rispondere. E se non basta, “domiciliari” per tutti. Hu Jia, blogger e difensore dei diritti dell’uomo, è stato arrestato con l’accusa di “sovvertimento del potere dello Stato”. Quando i legali di Wang Deija e della sua compagna (agli arresti domiciliari, ovviamente) sono riusciti a entrare nella loro casa sono stati chiusi dentro anche loro. Molti sono gli avvocati e gli attivisti che sono stati imprigionati senza processo. Guo Feixiong, ad esempio, è stato arrestato per aver denunciato episodi di corruzione tra i funzionari del partito comunista. La marcia di avvicinamento alle Olimpiadi di agosto già conta la chiusura di mille siti internet, l’isolamento per centinaia di attivisti e quasi 50mila scontri di piazza. I servizi segreti cinesi hanno compilato la lista di organizzazioni straniere da controllare durante le Olimpiadi. La Cina, infatti, teme l’arrivo di contestatori, di ecologisti, di filo tibetani, pronti a sfruttare i mezzi di comunicazione a loro disposizione. E, allora, il ministro della Pubblica sicurezza Zhou Yongkang ha ordinato alla polizia “di colpire sodo qualunque forza ostile possa in qualunque modo turbare i Giochi”.
    Perfetto esempio di gestione del potere …non vedo l’ora di accendere il televisore e godermi i loro giochi
    http://unmadeinchina.wordpress.com

  5. 5 paodam Febbraio 11, 2008 alle 9:50 pm

    IL GIORNALISMO DELLE OMBRE CINESI

    Gli atleti inglesi dovranno firmare un impegno scritto a non criticare il governo cinese: il “Mail on Sunday” ha pubblicato un documento scritto di 32 pagine, che dovrà essere accettato da tutti i componenti della rappresentativa britannica…….

    Bene ! Partiamo dalla notizia del giorno per arrivare poi a porci degli interrogativi piu’ profondi.

    “Giornalismo e’ diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto e’ propaganda”-Horacio Verbitsky

    Prendendo spunto da questa citazione ,nascono domande a cui dovrebbero dare risposte convincenti, i protagonisti e gli attori del mondo dell’informazione .
    Quale posizione sta assumendo e assumera’ la stampa nei confronti dell’attuale propaganda che annuncia i Giochi Olimpici in Cina ?
    Il governo cinese ha schedato gli 8.000 giornalisti stranieri accreditati per le prossime olimpiadi ed e’ in preparazione un database con i dati di altri 20.000 giornalisti, che saranno in Cina in quel periodo.
    Tutti, come dichiarato dal governo cinese, potranno scrivere cio’ che vogliono sempre rispettando le “nove regole” del”REGULATIONS ON REPORTING ACTIVITIES IN CHINA BY FOREIGNJOURNALISTS DURING THE BEIJING OLYMPIC GAMES AND THE PREPARATORY PERIOD” valide dal 1 gennaio 2007 fino al 17 ottobre 2008, decise dal governo per evitare il pericolo di compromettere il regolare svolgimento della manifestazione.

    Quale sara’ il giornalismo e quale la propaganda in occasione di queste olimpiadi?
    La stampa cosa decidera’ di fare ?
    Ci saranno giornalisti degni di essere chiamati tali che, passeggiando per le strade della citta’,ammirando le nuove strutture architettoniche costruite per la grande occasione, si accorgeranno che dietro a questa sfavillante ed accecante facciata ci sono piu’ di un milione di persone rimaste senza casa? (vedi espropri forzati)
    Potranno dirlo senza rischiare di essere evidenziati all’interno del database ?
    I veri reporter indagheranno sugli eventi che violano la liberta’ di espressione, i diritti umani basilari, informeranno il grande pubblico sulla politica di appoggio della Cina nei confronti del genocidio che sta avvenendo nella vicina Birmania e sulle ancora tristemente attuali conseguenze dell’invasione del Tibet?
    Quanti giornalisti, nei luoghi dove verra’ celebrata la grande festa parleranno di violazione dei diritti umani, violazione della liberta’ di espressione, censura, inquinamento atmosferico…morale , sociale, mentale….
    Quanti giornalisti si presteranno ad essere “ombre cinesi” proiettate e manovrate su un gigantesco schermo di carta di riso!
    Unendosi, i veri giornalisti, potrebbero trasformare quel grande schermo in una lavagna magica su cui proiettare la voce di chi, debole e schiacciato, non ha piu’ neanche il coraggio di guardare verso l’alto.


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