Archivio per Dicembre 2007

Quelli che si auguravano un fine anno Speciale

ROberto SpacialeSiamo in pieno declino, oramai é un dato di fatto inoppugnabile. L’unico a non  essersene accorto è Prodi che, facendo sfoggio del suo sorriso da ebete ha farfugliato incomprensibilmente, alla sua maniera, che “va tutto bene”. Ancora non mi spiego come milioni d’italiani abbiano potuto dargli il voto tagliandosi, di fatto, le palle da soli. Metafora tanto rozza quanto esplicativa. La scorsa settimana il Times ha fatto un ritratto impietoso della nostra Nazione, centrando in pieno il problema principale che, da noi, molti fingono di non vedere: viviamo sotto un regime gerontocratico. Una verità sacrosanta, le vecchie cariatidi se la cantano e se la suonano come gli pare e piace, completamente indisturbate, non ci sono Santi che tengano. La verità è che viviamo in un Paese letteralmente strangolato dall’insulso sistema che lo dirige, un sistema in cui la gerontocrazia fa il paio con la completa assenza del principio di meritocrazia, con l’aggiunta, va detto, di un Popolo che molte volte sembra cercarsela… ma come diavolo si fa a votare Prodi ben sapendo che ci avrebbe tartassati? Oppure, come diavolo fanno i campani a votare da vent’anni gente come Bassolino, che li fa vivere sommersi dalla monnezza? Certo, il “tafazzismo” è un male, ma la mancanza di responsabilità da parte di chi ha in pugno le sorti del Paese è cosa ben piu’ grave, basti pensare che nella situazione attuale, in cui milioni d’italiani fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, i nostri politici non facciano altro che parlare di legge elettorale… una vera vergogna! Come è vergognoso il fatto che continui a rimanere in carica un governo senza numeri, che non è neppure in grado di approvare un decreto in materia di sicurezza, un governo sostenuto da squallidi personaggi che tentano di fare accattonaggio di voti recitando la parte dei contestatori interni che, però, quando si tratta di votare sono lesti a smettere i panni dei leoni per tornare a fare le brave pecorelle. In questo quadro che sembra raffigurare un tunnel senza uscita, in molti devono aver sperato in un cambiamento radicale, quando il Generale Speciale, incassata la vittoria al Tar, aveva dichiarato che il giorno successivo avrebbe ripreso il suo posto. Qualcuno si starà sicuramente domandando quale sia il nesso… beh, provate a lasciare spazio alla vostra immaginazione, a fantasticare su un Generale della Finanza che, vinta la sua battaglia contro un governo che non ha mai ritenuto degno di rappresentare il Paese, assume il comando delle Forze Armate e istituisce un governo militare… Sì, lo so, è solo fantasia, ma in quanti leggendo ciò che stava accadendo, per un solo istante hanno pensato a quest’eventualità? Ma Speciale non è certo Borghese e, nostro malgrado, anche quest’anno Mortadella stapperà lo spumante da Presidente del Consiglio.

Auguri ed auspicio per il 2008

Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A lui invece non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, al gabbiano Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.” RICHARD BACH (da IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTONE)

Ancora un altro anno è passato, più veloce che mai. Per l’anno che c’aspetta ho un augurio particolare… quello che si rafforzi, in te, la voglia di continuare a volare, inseguendo i tuoi sogni, la tua libertà.

Con questo auspicio faccio i miei più sinceri auguri per un Buon Natale ed uno splendido 2008 a te e famiglia!

ALESSANDRO NARDONE

Il piano segreto: Berlusconi punta al Quirinale

Berlusconi punta al QuirinaleNe sa una più del diavolo, Berlusconi. Sarà una banalità ma è così, non si discute. Una delle sue maggiori qualità è quella di saper fotografare alla perfezione le situazioni che affronta, di saperle analizzare in maniera scientifica e, il più delle volte, di risolverle con dei veri e propri colpi di genio, come ha fatto con l’ormai celebre “rivoluzione del predellino”, uscendo dall’angolo in cui si era andato a cacciare annunciando la sicura caduta del governo sulla finanziaria. Silvio, però, non aveva messo in preventivo di scatenare una tale reazione dei suoi alleati, che non hanno proprio digerito il coupe de theatre. Ora, il Cavaliere, ha la necessità di uscire dall’angolo in cui l’hanno spinto i suoi alleati, Fini in primis, perchè è perfettamente consapevole che, per tornare al governo, da loro non può permettersi di prescindere. Da qui la decisione di aprire al dialogo con Veltroni ed il Partito Democratico, dando l’impressione di voler flirtare su una legge elettorale che favorisca i due maggiori partiti. Disponibilità che ha spiazzato nuovamente tutti, perchè si da il fatto che Silvio sia sempre stato uno dei più accaniti sostenitori del bipolarismo e, fino a qualche giorno prima, solo l’idea di sedersi allo stesso tavolo con un rappresentante del centro-sinistra gli faceva venire l’orticaria. Allora cosa è cambiato? Beh, quel geniaccio di Berlusconi l’ha pensata proprio bene, perchè se il suo piano andasse in porto riuscirebbe, in un sol colpo, a sistemare tutte le tessere del suo mosaico, ma andiamo con ordine. Il primo elemento dal quale dobbiamo partire è che, salvo imprevisti, il prossimo Capo dello Stato verrà eletto dal Parlamento nel 2013. Potrebbe sembrare un dato ininfluente ma, se considerate che aspettando ancora qualche mese a far cadere il governo ad eleggerlo sarà la prossima legislatura, vi sarà chiaro che si tratta di un particolare non trascurabile. Il secondo elemento è che Berlusconi si è devvero rotto le scatole di tenere insieme la colalizione, vorrebbe poter operare libero dagli assilli degli alleati che, ovviamente, scalpitano per succedergli alla guida del centrodestra. Se mettiamo insieme le due cose il quadro comincia ad essere chiaro: la trattativa di Silvio con Walter, altro non è che un modo per prendere tempo. Infatti, una volta acquisita la certezza che sarà (presumibilmente) la sua futura maggioranza ad eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, potrà puntare dritto alle elezioni serrando le fila del centrodestra. Come? Dando a Fini la garanzia che sarà proprio lui a succedergli, a legislatura in corso, dopo l’approdo di Berlusconi al Quirinale. Ha calcolato proprio tutto, il buon Silvio, escogitando un piano che gli permetterebbe, in un sol colpo, di rinsaldare la coalizione, di vincere le elezioni, di avere finalmente le mani libere con il suo nuovo incarico da Capo dello Stato e, cosa non da poco, la soddisfazione di fottere Veltroni. Ai posteri l’ardua sentenza.

Legge elettorale, il centrodestra promuova “Il Sindaco d’Italia”

Chi è contro il bipolarismo?Chi ha qualche anno di militanza politica alle spalle ricorderà che, circa undici anni fa, Mario Segni fece una proposta che, ancora oggi, è dannatamente attuale: una legge elettorale sul modello utilizzato per l’elezione dei Sindaci, proposta che prese il nome di Sindaco d’Italia, appunto. Da allora di acqua sotto ne è passata, di governi anche ma, ahinoi, nessuno è ancora stato in grado di produrre un sistema elettorale in grado di stabilire, con chiarezza, chi governa e per quanto. La cosa più drammatica è che in nome della legge elettorale si butta via un sacco di tempo che potrebbe essere impiegato per risolvere i drammatici problemi che affliggono il nostro amato paese; governi senza i numeri per governare e segreterie dei partiti impegnate e confrontarsi sulla legge elettorale, mentre passano i mesi, gli anni. Dopo le schermaglie dei giorni scorsi oggi, finalmente, i capigruppo del centrodestra sono tornati a riunirsi nel tentativo di trovare una quadra sulla riforma proposta dall’ex ministro Bianco, riunione che ha visto tutti d’accordo tranne Forza Italia, a cui non dispiacerebbe barattare il bipolarismo con una legge in grado di lasciare le “mani libere” ai partiti per stringere alleanze post-elettorali. Ha ragione da vendere Gianfranco Fini quando afferma che rinunciare al bipolarismo equivarrebbe a tornare indietro di vent’anni, a quella partitocrazia capace di generare mille governi, in cui gli accordi si facevano non davanti agli elettori ma nei corridoi del Parlamento. Personalmente sono dell’idea che, dopo tangentopoli, l’unica vera conquista sia stata quella del bipolarismo, che obbliga i partiti ad allearsi sulla base di un programma prima delle elezioni e che, da quella conquista, non si possa e non si debba assolutamente prescindere. Allora perchè non far nostra la proposta del Sindaco d’Italia? Spariglierebbe il tavolo mettendo sicuramente d’accordo tutti tranne, probabilmente, Veltroni e Berlusconi ma, a quel punto, sarebbero loro a trovarsi in un angolo.

Meredith, indiscrezioni sull’assassinio

Cercava di ribellarsi all'orgia?Non mi sono mai occupato della cosiddetta cronaca nera, ma il caso dell’omicidio della giovane Meredith Kercher sta assumendo una tale rilevanza nel calderone mediatico che merita di essere analizzato, sotto diversi aspetti. Da ormai oltre un mese le agenzie battono, giorno dopo giorno, fatti più o meno nuovi, emersi dalle indagini e dalle dichiarazioni dalle persone indagate – tra cui la coinquilina di Meredith, quell’Amanda Knox che è, ormai, diventata una vera e propria stella del firmamento mediatico, anche oltreconfine – ma, ad oggi, gli inquirenti non sono ancora riusciti a dipanare l’intricata matassa che dovrebbe condurre a chi ha commesso l’efferato delitto. Ma veniamo al dunque, la versione più accreditata è che, in preda agli effetti di droga ed alcool, le persone presenti nella casa abbiano deciso di fare sesso di gruppo, cercando di convincere Meredith a parteciparvi, ma qualcosa andò storto… cosa? Stando ad alcune indiscrezioni che, al momento, non sono state confermate, la morte di “Mez” (così la chiamavano gli amici) sarebbe avvenuta durante il suo tentato stupro, da parte di due persone: una che, appunto la stuprava, e l’altra che le teneva un coltello puntato alla gola. A quel punto Meredith, cercando di divincolarsi, avrebbe provocato una reazione inconsulta a parte della persona che le teneva il coltello puntato alla gola e, non è dato a sapersi se accidentalmente o meno, in quel frangente le sarebbe stata procurata la ferita che provocò la sua morte. Ovviamente si tratta soltanto di rumors ma, mettendo insieme gli altri elementi di cui siamo a conoscenza, almeno all’apparenza sembrerebbe una versione più che plausibile. Ora non ci rimane che aspettare la conclusione delle indagini per sapere se la giustizia riuscirà a dare un nome ed un cognome all’assassino o se ci troveremo di fronte all’ennesimo caso irrisolto.

Arrestati 25 Rom, schiavizzavano i bambini

Bambini in un campo RomMa guarda che caso! Giusto ieri scrivevo del sondaggio in base al quale gl’italiani (a ragione) non vedono di buon occhio i rom, elencando una serie di motivi inattaccati ed inattaccabili per i quali ritengo che tali soggetti non possano essere integrati nella nostra società. Sempre ieri, dopo aver pubblicato l’articolo in questione, ho ricevuto diversi messaggi: la stragrande maggioranza di approvazione e qualcuno che tentava di arrabattarsi guardandosi bene di entrare nel merito. Beh, proprio oggi leggo dell’arresto a Milano di 25 romeni accusati di aver schiavizzato decine di ragazzini loro concittadini, l’operazione ha avuto luogo a Milano, Pavia e nella città romena di Craiova, contro una banda di Rom accusati di tratta di minori. Le indagini hanno avuto inizio dopo le segnalazioni di furti e borseggi commessi da minori stranieri nella Stazione Centrale di Milano. La banda è accusata di riduzione in schiavitù, tratta di minori, furto, rapina, gioco d’azzardo ed usura. La banda, tutta composta di zingari, si occupava del reclutamento dei ragazzi, che venivano portati in Italia e costretti, “in totale stato di asservimento”, a commettere furti, scippi e rapine nei luoghi più affollati di turisti. I guadagni venivano inviati in Romania grazie a corrieri compiacenti. La banda era strutturata su tre livelli: c’erano i capi, i complici che controllavano l’attività dei ragazzini nelle cinque città italiane, e altri che, dicendosi parenti stretti dei giovani, li recuperavano quando essi venivano fermati dalle forze dell’ordine. Agghiaccianti i particolari che, nelle ultime ore, stanno emergendo dall’ordinanza di custodia cautelare, tra cui la testimonianza di un bambino di 12 anni: “abito in una cascina abbandonata, sono stato portato in Italia da marito e moglie, miei connazionali, nel marzo del 2006; mi hanno rapito a Craiova, e portato direttamente a Milano”. Il bambino si sofferma poi sul suo rapporto con gli zingari: “mi minacciavano di spezzarmi mani e braccia se non rubavo… si sono tenuti il mio passaporto dicendo di averlo strappato. Ogni volta che chiedevo di tornare in Romania, venivo picchiato selvaggiamente”. Dalle intercettazioni tra le telefonate degli aguzzini, una donna, L.A., che assieme ad altre donne figura nel gruppo degli arrestati, il 6 luglio, ha detto ad un altro componente della banda di sfruttatori: “Il ragazzo che mi hai lasciato in Romania sta facendo troppi casini”. Risposta del suo interlocutore: “Chiudilo in una stanza”. Lei replica: “Ho comprato un guinzaglio e lo tengo legato”. In un altro caso, la stessa donna parla di botte alle parti intime subite da un bambino per punizione. Chi non portava abbastanza denaro, rubandolo per strada, veniva picchiato. “Se lo merita”, le risponde un suo complice. Le indagini hanno dimostrato l’esistenza di tre livelli all’interno dell’organizzazione. Il primo, formato dai capi, si occupava della gestione economica dei proventi. Il secondo livello era formato da rumeni maggiorenni che avevano il compito di gestire i piccoli durante le loro attività di borseggio. Più volte li hanno “protetti” sia nei confronti delle forze dell’ordine sia verso gli stessi soggetti che accortisi del furto tentavano di fermarli. Un terzo scalino del clan era formato da soggetti considerati “spendibili” dal gruppo perché in possesso di documenti regolari. A loro era affidato il compito di presentarsi nei posti di polizia per ottenere l’affidamento dei minori di 14 anni e quindi ritenuti non imputabili. Il trasporto dei bambini dalla Romania in Italia era affidato ad un autotrasportatore. In alcuni casi i genitori dei bambini erano complici della tratta. A questo punto, domando a chi ha accusato chi la pensa come il sottoscritto di razzismo, cosa ne pensa di questi criminali? Ma si sa, i tromboni sinistroidi con la vista annebbiata dall’ideale comunista, sarebbero pronti a rispondere (ormai li conosciamo) con cazzate del tipo: “E’ un caso isolato, deve essere contestualizzato in un quadro più ampio, analizzando il malessere che affligge queste persone, contro cui è sbagliato generalizzare”. Beh, se ne avete il coraggio, andate a spiegarlo a quei poveri bambini dal futuro ormai compromesso!!!

Rom: il 90% degli italiani vorrebbe cacciarli

Via i Rom!Certo, non ci voleva un sondaggio per interpretare il sentimento negativo che la stragrande maggioranza di noi prova nei confronti degli zingari, ma è molto interessante leggere quello pubblicato dalla rivista Focus (non certo un periodico politico) di questo mese. Sondaggio che si articola in sei domande molto precise, le cui risposte degli intervistati non possono lasciare alcun dubbio o, eventualmente, prestarsi alle “interpretazioni” dei soliti tromboni sinistrorsi che, in questi casi, non esitano a cercare di rincoglionirci con tesi improbabili come, ad esempio, “questo malumore va contestualizzato”… ma per piacere! La verità è che la gente (me compreso) ne ha davvero piene le tasche di essere circondata da questa feccia che, oltretutto, viene anche sovvenzionata da chi ci governa, con i soldi nostri, ovviamente. Ma veniamo al sondaggio, ai numeri.. 1) Secondo lei i Rom vivono di: furti 81,55% - elemosina 14,76% – mestieri legali 3,69% 2) Secondo lei i Rom sono: un popolo a se 65,17% – rumeni 33,33% – bulgari 1,5% 3) Secondo lei i Rom sono: pericolosi 87,64% – tranquilli, da aiutare 12,36% 4) Se mio figlio avesse in classe un bimbo Rom: li terrei lontani 68,16% – li farei giocare assieme 31,84% 5) I Rom sono: una cultura precisa 54,34% – ignoranti 45,66% 6) Se un gruppo Rom arrivasse sotto casa tua: vorrei che li cacciassero 90,23% – li accetterei 9,77%. Numeri inequivocabili, che mettono in evidenza il fatto che i Rom, per svariati motivi, non sono assolutamente integrabili nel nostro tessuto sociale. Chi afferma il contrario dovrebbe spiegarci, con argomentazioni credibili, come si integra chi ritiene “normale” il furto e disonorevole il lavoro? Come si integra chi mette al mondo dei figli solo per farne manovalanza per furti, elemosine, ecc ecc? Come si integra chi mette al mondo dei figli e non li manda a scuola? Come si integra chi mette al mondo dei figli per poi avviarli alla prostituzione? Come si integra chi ritiene di vivere solo ed esclusivamente di questi espedienti? Ed in fine… come si integra chi, come gli zingari, non vuole essere integrato? I soliti tromboni sinistrorsi non si arrabattino con argomentazioni degne di Zelig che ho sentito loro proferire in svariate occasioni, cazzate del tipo “diamo a loro le nostre case popolari” oppure “fanno così perchè noi siamo troppo diffidenti”, la priorità è dare alle Forze dell’Ordine gli strumenti legislativi necessari per poter contrastare in maniera seria il problema e non mi riferisco al vergognoso ”Decreto sicurezza” varato da questo governo sciagurato… le espulsioni saranno state si e no una ventina, mentre in Romania i crimini sono scesi del 20%… ma che strano, vero amici della sinistra? Loro ci mandano, liberandosene, la loro feccia, voi l’accogliete a braccia aperte in nome dei vostri fottuti ideali, vi fate insultare pubblicamente dai loro governanti ma tanto… chi deve poi sopportarli ogni giorno, gli zingari? Noi!!! Eh, no cari miei, così non va proprio! In questo contesto dovrebbero essere i Sindaci a mettere in atto la tolleranza zero con provvedimenti mirati, come già avviene in altre città, alla faccia di questo insulso governo e del suo stramaledetto buonismo da quattrosoldi.

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Fini demolisce il “Vassallum”

Fini demolisce il Vassallum“Il Vassallum è un’autentica legge truffa, che porterebbe a gravi conseguenze nella reale rappresentatività del Paese”, Gianfranco Fini apre così i lavori dell’Assemblea di Alleanza Nazionale, questa mattina a Roma. Un autentico fiume in piena, come nessuno si aspettava visto che, nei giorni scorsi, la polemica con Berlusconi sembrava essere sulla strada dell’archiviazione. Nulla di più sbagliato, perchè il leader della destra, oltre al Vassallum, ha attaccato direttamente anche Berlusconi ed il nascituro Popolo della Libertà, ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la legge elettorale Fini ha annunciato che il suo partito è pronto a fare ostruzionismo in parlamento contro la legge proposta da Veltroni con il consenso di Berlusconi: “Una autentica legge truffa che vedrebbe la dura opposizione di An e di tutti, perché reagirebbero anche Bossi, Casini, Bertinotti e tutti coloro che nel Pd non digeriscono l’archiviazione del bipolarismo”. “Se Berlusconi pensa di fare l’asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa – puntualizza Fini – perché una legge siffatta in Parlamento non passerà mai”. Fini è ancora più chiaro quando aggiunge che “con i tempi che ci sono l’opposizione di An può arrivare fino all’ostruzionismo e se un gruppo come il nostro si mette di traverso con la solidarietà degli altri di leggi elettorali di quel tipo non se ne fanno”. Quindi Fini spiega che “per Alleanza Nazionale non è inaccettabile il proporzionale, ma una legge che lasci le mani libere prima del voto e in base alla quale se i due partiti maggiori prendono 100 mila voti hanno tre deputati, mentre gli altri partiti con 100 mila ne hanno uno. La legge elettorale deve essere bipolare e riprodurre nel numero di seggi parlamentari il reale consenso che ogni partito ha nel paese”. Fini affronta anche l’altro tema scottante, quello del partito unico del centrodestra, e lo fa nel modo più esplicito possibile: ”Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza Nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà”. Gianfranco Fini sottolinea di avere usato “parole volutamente chiare” per chiudere la porta in faccia a Berlusconi, che lo invita ad entrare nella sua nuova creatura politica. “Non per ammutinamento, non per lesa maestà lo avevo invitato sul ‘Corriere’ e su ‘Repubblica’ a dialogare sulla legge elettorale a riconoscere gli errori di noi tutti, e fare un salto in avanti e non cambierei un solo aggettivo, una sola parola di quelle interviste che non erano sbagliate, ma soltanto da fare prima”. “Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto – va avanti Fini – e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto ‘ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sara’ aperto…’ comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finale”. Più chiaro di così!
 

Il Commodore 64 compie 25 anni!

La schermata iniziale del Commodore 64Questa sera ho deciso che divagherò: niente politica, l’evento è troppo importante, la variazione sul tema è d’obbligo. Infatti, lunedì prossimo, si celebrerà un compleanno gloriosissimo, il venticinquesimo dell’amato (e compianto) Commodore 64, l’Home Computer che ha splanacato di fronte alla nostra generazione le porte dell’era digitale. In questo caso non ho nessuna remora ad affermare di essere un nostalgico, se penso che sono passati venticinque anni da quando il mio Papà mi portò a casa quella splendida scatola della Commodore… beh, mi viene la pelle d’oca! Chi di noi non ha cominciato di fronte a quella schermata azzurra, digitando LOAD sulla tastiera e premendo PLAY sul “mangiacassette” ed aspettando con impezienza quegli interminabili minuti che erano necessari per caricare il gioco? Chi di noi non ha creato il suo primo programma in BASIC, seguendo le istruzioni di riviste come RUN? Chi di noi non ha letteralmente svaligiato le edicole per comperarsi le cassette contenenti decine e decine di splendidi videogames? Chi di noi non si sentiva orgoglioso di appartenere alla schiera dei “commodoristi” sfegatati che si facevano beffe dei possessori del monocromatico SPECTRUM? Chi di noi non ha poi proseguito la sua evoluzione diventando un vero e proprio integralista di uno dei più grandi capolavori informatici, l’AMIGA 500? Ahh… che bei tempi!!! Per tutto ciò dobbiamo ringraziare sentitamente l’inventore di quella meravigliosa macchina (17 milioni di pezzi venduti) , Jack Tramiel, il fondatore della Commodore, che con la sua intuizione ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione, consentendo, per la prima volta, ai computer di entrare nelle nostre case, rendendoli accessibili ed alla portata di chiunque. A te, Jack, senza un solo filo di retorica, diciamo grazie di cuore perchè la tua straordiaria intuizione ha cambiato in meglio la vita di tutti noi!

La Cina ordina, Miss Tibet costretta a ritirarsi

Miss TibetUn diktat tira l’altro e tutti (compresi i rappresentanti del nostro governo) s’inchinano alla tracotanza della Cina comunista. In questi giorni il Dalai Lama (Nobel per la Pace) è stato ricevuto dai nostri politici con madalità che rasentano il ridicolo, per paura d’imbattersi nel reato di lesa maestà nei confronti del governo di Pechino. Non sia mai! E così, sono tutti proni di fronte ai despoti comunisti dell’estremo oriente, pronti ad eseguire qualsiasi loro volontà per paura che ci possano essere ripercussioni economiche e commerciali. D’altronde si sà, loro sono una potenza economica fondata sulla schiavitù e sulla completa assenza dei più elementari diritti umani, ma guai a dirlo! I nostri governanti sono sempre pronti a manifestare ed a stracciarsi le vesti ogni qual volta la pena di morte viene applicata negli Stati Uniti ma, chissà come mai, sulla Cina nemmeno una parola. E Piazza Tienanmen? Scurdammoce ‘o passato… E’ di oggi la notizia che gli eredi di Mao abbiano, di fatto, costretto Miss Tibet a ritirarsi da un concorso di bellezza in Malaysia pretendendo che la sua fascia riportasse la dicitura Miss Tibet – Cina. Con molta dignità la Miss,  Tsering Chungtak, ha risposto alle pressioni degli organizzatori dicendo di non poter assolutamente accettare simili condizioni, ed ha abbandonato il concorso. A fronte di quanto sta accadendo, le nostre istituzioni sportive dovrebbero seriamente riflettere sull’opportunità di boicottare le Olimpiadi che si svolgeranno il prossimo anno a Pechino, sarebbe un gesto che, se non altro, consentirebbe di aprire una discussione seria su una questione ormai ineludibile.

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