Archivio per Novembre 2007

La situazione è ingarbugliata, cerchiamo di capirci qualcosa!

Fini a Matrix sembra il miglior Rocky

Gianfranco FiniAttacca a testa bassa Gianfranco Fini, ne ha per tutti, dal Cavaliere a Prodi, senza esclusione di colpi. Sembrava il miglior Rocky Balboa, quello che era riuscito a ritrovare gli occhi della tigre, tanto per intenderci, quello che non temeva nessun avversario. Ovviamente i primi “round” sono stati imperniati tutti sul suo scontro con Berlusconi, dal nuovo partito al bipolarismo e, in alcuni frangenti, Mentana appare addirittura sorpreso dalla determinazione del Capo della destra, che non elude ma contrattacca, con una serie di colpi di potenza e precisione impressionanti. La Cdl è un ectoplasma? Allora d’ora in poi ognuno avrà mani libere. In caso di elezioni Berlusconi sarebbe automaticamente il candidato del centrodestra? No. Automaticamente di certo no. Poi Fini si sofferma sulla presunta morte del bipolarismo, affermando che “Prescindendo da esso torneremmo alla preistoria della politica, se Berlusconi non cambierà idea dovrà assumersene la responsabilità di fronte agli italiani.” E sul repentino annuncio della nascita del partito unico: ”Si può avere una strategia e anche cambiarla, ma non imporla agli alleati – continua Fini – se no ci si ritrova da soli, con le risposte piccate che io e Casini abbiamo dato. La logiche di Berlusconi non hanno nulla a che vedere con la politica e con il rispetto degli altri”. Insomma dopo il parziale dietrofront con il quale il Cavaliere ieri ha annunciato che “Forza Italia non si scioglierà”, la situazione dell’ex Cdl si fa sempre più ingarbugliata, certo è che ora Silvio pare aver preso atto del fatto che, se vuole davvero che Fini e Casini si siedano al tavolo delle trattative, dovrà coinvolgerli attorno ad un progetto serio e concreto, altrimenti, andando avanti di questo passo, rischierà davvero di perdere i suoi alleati. Allo stato attuale delle cose, come si dice, se son pugni… colpiranno.

Rifondazione diventa “anchista” e perde la faccia

Fausto... ma anche BertinottiWalter, sempre lui, ha fatto breccia anche tra i “duri e puri” (a parole) di Rifondazione comunista, comunisti italiani e cespugli vari… come? Con l’anchismo! Sì, perchè nonostante i vari diktat e la manifestazione di Roma, sul pacchetto-Welfare il partito di Bertinotti ha annunciato che voterà la fiducia al governo ma… anche che vuole una verifica di maggioranza. In un anno e mezzo ne abbiamo sentite di tutti i colori, minacce di crisi, minacce di uscire dalla maggioranza, minacce di non votare la fiducia ma poi, quando dalle parole di doveva passare ai fatti.. nisba, niente, nada de nada, guai a mollare la poltrona. Ora tenterò di fare un breve excursus in materia di “anchismo”, ma sicuramente non sarò in grado di ricordare tutti i precedenti, sono talmente tanti! Partiamo dai comunisti, che erano contrari – tanto per dirne una – all’allargamento della Base Nato di Vicenza… ma anche a votare contro il governo. Soffermiamoci su Clemente Mastella, accusato di ogni nefandezza dal collega Di Pietro, affermò che la permanenza nella maggioranza di quest’ultimo non era più compatibile con la sua… ma anche che dal governo non se ne sarebbe più andato. Vogliamo parlare di Tex Willer Bordon? Che dalle colonne di Libero (!!!) annunciò le sue dimissioni dal Senato dopo il voto alla Finanziaria, disse che il governo era finito… ma anche che non si sarebbe più dimesso. Poi c’è il Rospo, Lamberto Dini, anch’esso nelle dichiarazioni di voto sulla Finanziaria dichiarò che il governo Prodi doveva andare a casa… ma anche che avrebbe votato la Finanziaria. Che dire, poi, della pasionaria di “soccorso rosso”, Franca Rame, anche lei dichiarò che avrebbe lasciato il Senato dopo la Finanziaria, schifata dal fatto che i suoi ex colleghi dell’IDV avevano votato alcuni emendamenti con i “fascisti” della CDL… ma anche che la poltrona no, non l’avrebbe più mollata. Ora, ce ne sarebbero mille altri di esempi, certo è che al giochino delle “mani libere”, dell’opposizione interna, ormai non ci crede più nessuno. A mio parere, quando arriverà il momento di tornare alle urne, molti elettori che hanno votato questi personaggi - sempre citando il Veltroni Made in Crozza - pacatamente, serenamente, li manderanno a casa.

Veltroni e la Borgata Pinarelli… da non perdere!!!

Fini e Veltroni non lo dicono, ma hanno stretto l’accordo per il referendum

Fini e VeltroniNon l’hanno detto esplicitamente, per carità. Entrambi devono dilatare il più possibile i tempi dell’annuncio, per tenere buoni i rispettivi alleati che il referendum non lo vogliono nemmeno sentir nominare ma con l’incontro di oggi, Gianfranco  e Walter, hanno di fatto sancito il loro impegno per cambiare la legge elettorale con lo strumento popolare che, tra l’altro, proprio oggi ha passato l’esame della Cassazione. Quando si dice il destino. Un accordo che parte da lontano, quello tra Fini e Veltroni, da una campagna referendaria che ha visto il Presidente di Alleanza Nazionale in prima linea nella raccolta delle firme e, a fargli da sponda, il Sindaco di Roma, durante la conferenza stampa per la presentazione del suo ultimo libro alla quale invitò, guarda caso, proprio Gianfranco. Quel giorno, i due leaders, a margine di una discussione sugli anni di piombo (in cui il libro, “La scoperta dell’alba”, è ambientato), si confrontarono anche sulla prospettiva referendaria, trovandosi perfettamente d’accordo. Ora si tratta di aspettare le prossime mosse di Silvio, al quale la legge elettorale che ne scaturirebbe non dispiace affatto ma che, al tempo stesso vorrebbe tenersi buona la Lega, che vede il referendum come il fumo negli occhi. Dall’altra parte, nella posizione più scomoda, c’è Prodi, che deve fare i conti con i Mastella ed i Bertinotti che hanno già affermato che in caso di referendum farebbero cadere il governo. Ora, sia Fini che Veltroni hanno interesse ad arrivare al referendum, per due motivi diversi ma per un fine comune: le elezioni. Infatti, con il referendum, Fini, avendolo sostenuto sin dall’inizio, risulterebbe il vincitore morale di questa battaglia e potrebbe finalmente dettare le condizioni per un accordo a Berlusconi che, per vincere, non potrebbe certo pensare di fare a meno di Alleanza Nazionale. Dall’altra parte, Veltroni, si sbarazzerebbe della scomoda e impopolare compagine governativa di Prodi per poi presentarsi come candidato premier alle elezioni politiche, anch’egli dettando precise condizioni ai suoi cespugli. Insomma, un vero e proprio effetto domino che porterebbe alla tanto agoniata svolta di governabilità e stabilità di cui abbiamo tutti un disperato bisogno.

Sottomessi alla Cina. Vergogna.

il Dalai Lama e BushSiamo al ridicolo. A metà dicembre il Dalai Lama sarà in Italia ma le nostre istituzioni obbediscono all’ordine del console cinese in Italia: “inopportuno incontrarlo”… detto fatto, il Compagno Bertinotti gli nega l’accesso alla Camera e Prodi non lo incontrerà. Ma non sono solo a sinistra i servi del regime comunista cinese, infatti a Milano, tanto Formigoni quanto la Moratti affermano senza vergona di temere il voto contrario della Cina all’assegnazione dell’Expo, ergo, non riceveranno il Premio Nobel per la Pace. Per fortuna esiste chi sta cercando di salvarci la faccia: 165 parlamentari hanno firmato una petizione per chiedere che il Dalai Lama possa parlare davanti all’Assemblea della Camera dei Deputati, sarebbe un evento importantissimo, storicamente irrinunciabile. Ma, si sa, la Cina è una potenza economica (fondata sulla schiavitù) ed i nostri governanti non perdono occasione per genuflettersi al suo cospetto, svendendendo l’onore e la rispettabilità internazionale del nostro Paese. Prendano esempio da Bush, i leccaculi nostrani dei mandarini, che nonostante gli strali del governo cinese ricevette il Dalai Lama e gli conferì la Medaglia del Congresso. Tibet libero.  

Gianfranco e Silvio, ecco 10 buoni motivi per cui dovete andare d’accordo

Gianfraco e SilvoCaro Gianfranco, caro Silvio, a scrivervi è un trentunenne appassionato di politica, un militante di Alleanza Nazionale ma, soprattutto, un ragazzo che ha terribilmente a cuore le sorti della nostra amata Italia. Le ragazze ed i ragazzi della mia generazione hanno cominciato a masticare qualcosa di politica circa quattordici anni fa quando, dopo la fine del regime partitocratico, voi due stringeste un patto di fronte a tutti gl’italiani inizialmente nato per contrastare l’avanzata delle sinistre. Con il passare degli anni il rapporto è cresciuto, diventando un vero e proprio legame improntato su una comunità ideale in cui si riconoscono milioni e milioni di persone, il Popolo della Libertà, appunto. Un Popolo (che comprende gli amici di Udc e Lega) che ha maturato un bagaglio valoriale ed un comune sentire che, molto probabilmente – anche grazie a Prodi – non ha mai avuto eguali nella nostra storia recente. Negli ultimi giorni ve le siete date di santa ragione, complice la mancata caduta dell’armata brancaleone che sta al governo ed un annuncio, consentimi Silvio, per usare un eufemismo, un tantino affrettato: quello della nascita del Partito della Libertà; progetto sul quale il leader di AN ha investito moltissimo negli ultimi tempi e sul quale, caro Silvio, fino alla settimana scorsa avevi messo una pietra sopra… come potevi pensare che Gianfranco non s’incazzasse dopo aver appreso la tua inversione di rotta dai media? Silvio, accidenti a te, sei sempre il solito! Ora, senza girarci troppo intorno, ecco dieci buoni motivi per cui dovrete finirla con le schermaglie e rimettervi a lavorare gomito a gomito: 1) Per mandare a casa Prodi, perchè il suo governo sta mettendo in ginocchio il Paese. 2) Perchè, nonostante il punto 1, il Popolo del centrodestra (a differenza della sinistra con l’antiberlusconismo) non sta insieme solo “contro Prodi” ma, soprattutto, PER L’ITALIA. 3) Perchè voi siete il presente ed il futuro del nostro Popolo 4) Perchè sulla legge elettorale, a grandi linee, dite entrambi le stesse cose, ma con termini diversi… Silvio è diventato bipartitista? Benissimo! Gianfranco sostiene un referendum che va proprio in quella direzione! 5) Perchè, in fondo, volete tutti e due la stessa cosa: un grande partito di centrodestra, allora, caro Silvio, dovresti avere il coraggio di dire pubblicamente che hai sbagliato a dare l’annuncio senza concertarlo con Gianfranco e gli altri alleati e dovresti cercare con tutte le tue forze di coinvolgerli nel processo costituente 6) Perchè non possiamo correre il pericolo di tornare ad un sistema partitocratico 7) Perche la “grande coalizione” da noi – grazie al cielo - è impossibile 8) Perchè Prodi a Veltroni non sembra vero che riusciate a litigare mentre loro potrebbero dissolversi da un momento all’altro. 9) Perchè noi militanti moriamo dalla voglia di rimboccarci le maniche per dare il nostro contributo d’idee, e non solo, al rilancio di un’azione politica comune per una seria e concreta alternativa di governo 10) Perchè vi volete bene, lo sappiamo, e proprio per questo siete più permalosi. Ah, c’è un altro punto… 11) Perchè siete i migliori e l’Italia non può fare a meno di voi!

Gli avvoltoi sul sacrificio di Daniele

Daniele Paladini, foto AnsaPurtroppo il primo post di questo blog riguarda un’altra tragedia avvenuta oggi a Kabul, in Afghanistan, dove un kamikaze si è fatto esplodere provocando la morte di dieci persone: nove civili (di cui quattro bambini) ed un nostro militare, il Maresciallo Daniele Paladini. Spiace constatare che certi personaggi non perdano mai l’occasione per mettere in evidenza la loro faziosità tutta ideologica. Mi riferisco all’onorevole Diliberto, che ha colto subito la palla al balzo per chiedere il ritiro dei contingenti italiani in Missione di Pace… va ricordato che Diliberto, qualche mese fa, organizzò con il suo partito una manifestazione pro-”resistenza irachena”, nella quale sfilò a braccetto di alcuni terroristi islamici. Beh, un minimo di decenza vorrebbe che Diliberto e compagni quantomeno tacessero in circostanze tragiche come questa. A noi non rimane che stringerci idealmente attorno alla famiglia di Daniele, alle Forze Armate ed a tutti i ragazzi e le ragazze impegnate a difendere la pace, quella vera, in tutto il mondo.


 

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